Cartelle esattoriali, dubbi sull’utilizzo «Ci saranno ricorsi»
Christian Sensi, presidente della coop Nuova Grosseto incontrerà il sindaco: una proposta per risolvere l’impasse
GROSSETO
La spada di Damocle del conguaglio si è abbattuta sulle teste di trecento famiglie che hanno acquistato appartamenti nell’area Peep del Pizzetti. Le cartelle esattoriali stanno arrivando e, per molti, non sono una novità. «La situazione l’abbiamo ben presente - dice Christian Sensi, avvocato e presidente della Cooperativa Nuova Grosseto - Non è stata una novità per chi ha acquistato un appartamento al Pizzetti. Quando sono stati fatti i preliminari di vendita prima e i contratti poi, la clausola sull’eventuale conguaglio era stata spiegata a tutti». Secondo il presidente della cooperativa sarebbe però necessario ora trovare una soluzione, che non va cercata nelle aule di tribunale ma che dovrebbe essere studiata a un livello differente da quello giudiziario. «Più volte abbiamo proposto all’assessore Rossi un incontro - dice - che però non ci è ancora stato concesso. Abbiamo deciso di rivolgersi al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per proporre all’amministrazione una soluzione che potrebbe tenere insieme gli interessi del Comune, quelli delle cooperative e quelli dei cittadini che hanno acquistato quelle case». Il contenuto della proposta resta per ora top secret, almeno fino a quando non sarà appunto presentato al primo cittadino.
Diversi avvocati che stanno seguendo il caso del Peep Pizzetti hanno però sollevato dubbi sull’utilizzabilità delle cartelle esattoriali per recuperare le spese del conguaglio, che sono state sostenute dall’amministrazione comunale per oltre sei milioni e 700mila euro. «Fioccheranno tanti ricorsi - aggiunge Sensi - anche perché se si segue la procedura di Equitalia, la prima casa non può essere pignorata. Qui si rischia di nuovo di infilarsi in un ginepraio fatto di ricorsi, appunto, e sentenze quando la soluzione che deve essere trovata è politica».
Per il presidente della Nuova Grosseto, il problema che è stato creato a trecento famiglie insomma, può essere risolto. «Durante la campagna elettorale sono fioccate promesse da tutte le parti - dice - anche da parte dell’assessore competente. Era chiaro che fossero solo promesse. Ora però, da parte nostra, c’è la disponibilità a tentare di trovare una soluzione politica che metta d’accordo tutti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
