Ripristino in stallo dopo il rogo «Il Comune si deve impegnare»
L’ex vicesindaca Matergi interviene nella polemica sollevata in via dei Platani «Servono priorità e pressioni. È allarmante che l’amministrazione non ascolti»
«La fotografia di quella che io chiamo “la foresta degli alberi morti” è la fotografia di questa amministrazione: all’inizio grandi proclami, grandi gesti, si tagliano tutti gli alberi dell’incrocio, anche quelli forse non del tutto coinvolti nell’incendio. Poi, però, non seguono altre azioni. Dopo un anno, tutto fermo. Non è questa la priorità. E c’è anche un silenzio preoccupante da parte delle associazioni. Un silenzio che è la prova che i cittadini percepiscono che l’amministrazione non li ascolta».
Ex vicesindaca del primo governo Bonifazi ed ex consigliera regionale del Pd, Lucia Matergi guarda agli alberi bruciati a Marina di Grosseto nel luglio 2017, lungo via dei Platani, al confine tra il paese e la pineta, e interviene nella polemica sollevata da una famiglia che nei giorni scorsi ha criticato l’inerzia del Comune nel risistemare l’area dopo l’incendio. Qui, nella parte urbana i pini tagliati non sono stati ripiantati, i cartelli anneriti non sono stati sostituiti, a terra c’è ancora cenere. Per non parlare della zona bruciata in pineta, dove svettando i pini carbonizzati e dove, però, la competenza è dell’Unione dei comuni Colline Metallifere.
«Sì, la competenza è dell’Unione dei comuni – dice Matergi – ma l’esperienza mi insegna che le azioni non vengono da sole: ci vuole impegno. Bisogna porsi delle priorità e bisogna sollecitare. E a me sembra ci sia stato del torpore da parte dell’amministrazione nell’impegnarsi. L’Unione dei comuni va sollecitata».
L’ex vicesindaca, che nel 2012 affrontò il rogo di Marina, sempre in via dei Platani, da consigliera regionale, si è trovata direttamente coinvolta nell’incendio del 2017 lo scorso inverno, quando ha acquistato un appartamento in zona. «Ma non parlo da abitante bensì da cittadina perché quello sul territorio è un interesse comune», dice. Da quanto riferiscono i vicini, il Comune avrebbe giustificato lo stallo del ripristino per un problema di smaltimento del legno. «Così – dice Matergi – mi hanno detto due famiglie. Ora invece si parla di competenza dell’Unione. Mi sembra ci sia un po’ di vaghezza».
Matergi registra anche altro. «Ricordo che dopo l’incendio del 2012 si formarono comitati per il ripristino della pineta, si fecero concerti nella chiesa di Marina perché non ci si scordasse della pineta, anche se si erano già attivate con impegno e fatica azioni amministrative per il ripristino. L’amministrazione Bonifazi cercò le soluzioni e le trovò. Ora, invece, tutto tace. Dove sono i comitati? E la Pro loco di Marina che dice?».
Quella di Matergi non è una critica, quanto una constatazione: «È allarmante – dice – che una popolazione non chieda risposte all’amministrazione; significa che l’amministrazione è sorda, che è inutile parlare». Matergi riconosce al governo cittadino «azioni importanti e interessanti – dice – per esempio il restauro alla Fortezza, ma anche quella è un’operazione calata dall’alto. E in via dei Platani? Che si fa? Eppure anche qui passa tanta gente e non fa un bell’effetto un Comune che lascia una zona turistica in questa immobilità».
Quel che chiede Matergi è un gesto. «Ci sono due modi per fare amministrazione: quello della foresta di alberi morti e quello di ripiantare i pini, che non cresceranno entro domani, ma è un gesto. Credo che l’amministrazione farebbe meglio a smettere di “crearsi dei nemici”, decida le priorità e si impegni per realizzarle». —
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