Il Tirreno

Grosseto

l’esperto: claudio ceroni 

«Si tratta di rifiuti contenenti idrocarburi e microrganismi»

G.B.
«Si tratta di rifiuti contenenti idrocarburi e microrganismi»

GROSSETO. «Il fango da depurazione - sono parole di Claudio Ceroni, ex presidente di Fiora e Aquaser, oggi collaboratore del management di Acea - è quella frazione di materia solida contenuta nelle...

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GROSSETO. «Il fango da depurazione - sono parole di Claudio Ceroni, ex presidente di Fiora e Aquaser, oggi collaboratore del management di Acea - è quella frazione di materia solida contenuta nelle acque reflue urbane ed extraurbane, che viene rimossa negli impianti durante i vari trattamenti depurativi necessari a chiarificare le acque e renderle compatibili con la loro reimmissione in natura, senza creare alterazioni nei ricettore, soprattutto mari e fiumi. Come le acque reflue urbane, anche i fanghi di depurazione contengono sostanze inorganiche ed organiche, quest’ultime prevalenti e biodegradabili. L’elevata biodegradabilità ne rende possibile un trattamento di natura biologica. Nei fanghi si trovano però concentrati anche idrocarburi e microrganismi che presentano aspetti di pericolosità per la salute umana».

Ma come possono essere riutilizzati? «Si tratta di rifiuti e quindi il loro reimpiego deve risultare appropriato. Possono essere smaltiti per incenerimento finalizzato al recupero energetico (ma ci vuole un termovalorizzatore), in discariche controllate (sempre dopo adeguato trattamento, così da ridurre il percolato), oppure riciclati tramite spandimento su suoli agricoli. In ultimo posso essere usati in impianti di compostaggio». — G.B. .

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