Il Tirreno

Grosseto

A Castell’Azzara tornano fruibili due siti di grande valore storico  Cerimonia sabato in occasione delle “Notti dell’archeologia” 

Il castello di Rocca Silvana riapre dopo venti anni con la miniera del Morone

FIORA BONELLI
Il castello di Rocca Silvana riapre dopo venti anni con la miniera del Morone

l’appuntamentoDopo vent’anni, sabato 28 luglio riapre le porte Rocca Silvana, in occasione delle “Notti dell’archeologia”, con una manifestazione dedicata alla riapertura di questo spettacolare...

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l’appuntamento

Dopo vent’anni, sabato 28 luglio riapre le porte Rocca Silvana, in occasione delle “Notti dell’archeologia”, con una manifestazione dedicata alla riapertura di questo spettacolare castello medievale a pochi chilometri da Selvena, comune di Castell’Azzara.

Rocca Silvana, anche chiamata Rocca Selvena o Roccaccia Selvena, fu nel medioevo la fortezza più importante del monte Amiata, una delle più potenti strutture fortificate degli Aldobrandeschi. La sua ricchezza era dovuta ai vicini giacimenti di cinabro e mercurio sfruttati fin da prima dell’anno 1000 e alla sua posizione inespugnabile, situata com’era sulla cima di una collina rocciosa, con tre lati a strapiombo sulla valle del fiume Fiora.

Il suo declino cominciò dopo il 1600 ed è durato fino agli ultimi anni del secolo scorso, quando una serie di campagne di scavo e di interventi di restauro hanno permesso il recupero degli imponenti ruderi della rocca: ai piedi della quale si estendeva il borgo, di cui rimangono alcune strutture murarie, nell’area sommitale la fortezza, a pianta quadrangolare, disposta su due livelli.

Il complesso è costituito anche da due torri, di cui una di fianco all’antico cassero.

La rocca riapre grazie al progetto di “Valorizzazione e fruizione dell’area archeo-mineraria di Rocca Silvana e miniera del Morone”, promosso dall’amministrazione comunale. Un primo stralcio di interventi che ha permesso la riapertura di parte dell’area sommitale del castello e la sistemazione dei percorsi per accedere all’area mineraria sottostante, ancora in corso di esecuzione. Il progetto “Open Rocca Selvena & Miniera Morone” (Opening project and enhancing network), è stato curato dall’Università di Siena.

«Di questo progetto la fase attuale rappresenta solo il primo passo, ma forse il più importante – dice il vicesindaco Emiliano Sargentoni – che risponde a una richiesta urgente da parte della popolazione residente: la riappropriazione di questo luogo, rimasto chiuso per vent’anni». I due siti, collegati da un sentiero, costituiscono un sistema culturale connotato dalle specificità dell’archeologia medievale e industriale. Un sistema che nei secoli è stato unica cosa.

La serata, preceduta da una visita guidata, si aprirà alle 19 con il saluto del sindaco Fosco Fortunati e un aperitivo di benvenuto; continuerà con alcuni interventi di archeologi e architetti che hanno seguito gli scavi e i lavori; si conclude con un buffet e uno spettacolo con Stefano Lucarelli, Marco e Luciano Fontani, sui personaggi storici salienti della Rocca, gli “Eroi e miti dell’antichità”. Tavola rotonda alle 20 con il sindaco, Carlo Citter, Chiara Valdambrini, Giampaolo Terrosi, gli architetti curatori del progetto Cristina Guerrini e Sauro Mambrini. —

FIORA BONELLI

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