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I segni del rogo dopo un anno: la denuncia degli abitanti

Francesca Ferri
I segni del rogo dopo un anno: la denuncia degli abitanti

Via dei Platani: nel luglio 2017 il fuoco lambì le case. Oggi ci sono desolazione e cenere: «Niente è stato fatto»

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MARINA DI GROSSETO. Il ricordo drammatico di quella giornata da incubo riaffiora nella mente subito, la mattina, appena aprono le finestre. Il panorama che vedono non è più la rigogliosa pineta verde di via dei Platani, a Marina di Grosseto, ma un cimitero di pini. Decine e decine di alberi carbonizzati che esattamente un anno fa – era il 16 luglio 2017 – bruciarono nel devastante incendio che lambì le case, compresa la loro. Anche l’odore è sempre quello: una sottile cenere nera copre ancora il terreno, le auto, i vialetti dei giardini, i davanzali delle finestre.

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Perché, a distanza di un anno, gli scheletri inceneriti dei pini, a pochi passi dalla strada, sono ancora in piedi? Perché non è stato ripulito tutto e, magari, piantati nuovi pini? E perché tutto versa in stato di abbandono?

Se lo chiedono gli abitanti di via dei Platani, che nel giro di un giorno, dodici mesi fa, hanno visto il paesaggio intorno a loro cambiare da piccolo paradiso verde a deserto incenerito.

«Non è stato fatto niente, niente e sottolineo niente, per rendere vivibile e cancellare quanto meno agli occhi il ricordo di quello che è stato», si sfoga su Facebook Chiara “Ji”, che ha la casa nella piazzetta all’incrocio tra via dei Platani e via della Mimosa.

«La piazza che prima aveva dieci pini che la rendevano ombreggiata – prosegue – è stata completamente deturpata eliminando non uno, non un paio, magari di quelli messi veramente male, che avrebbero recato un serio pericolo perché completamente interessati dall’incendio, ma tutti e dieci i pini, che secondo il mio modesto parere non avevano niente in meno di quelli che hanno deciso di lasciare anzi erano a malapena anneriti».

Una polemica dura, che solleva anche altri problemi che si trascinano da dodici mesi. «I marciapiedi sono distrutti, non hanno cambiato neanche i cartelli stradali che sono stati bruciati dalle fiamme. Di verde, pulizia e ordine neanche se ne parla», prosegue il post.

E sì che gli abitanti della zona si sono anche rimboccati le maniche. C’è chi ha ripulito la strada dalle erbacce e la stessa autrice della segnalazione, con il compagno, armati di pala e cariola, hanno portato via «pezzi di macchine bruciate, un residuo importante di lamiere e vetri». L’incendio ha infatti distrutto oltre venti auto.

Con Chiara e il compagno, altre otto, nove famiglie si sono coalizzate per chiedere al Comune di intervenire e si sono dette disposte a rimettere qualche pianta e dare un decoro all’area, prima ombreggiata dalle chiome dei pini e a ridosso con la pineta, e oggi affacciata su un parcheggio con i monconi dei tronchi e sullo sfondo un “cimitero” di pini.

«A nulla sono servite lettere a chi di dovere sulle pagine social (ma non era questo un mezzo di comunicazione che la giunta si vantava di utilizzare?)», si sfoga ancora Chiara. «Ci sentiamo completamente abbandonati». E guarda ad altri interventi fatti in paese: «All’ingresso di Marina sono state spese cifre importanti per la ristrutturazione della fortezza. A noi sarebbe bastata un po’ di ghiaia è un po’ di pulizia».

E proprio sabato mattina in occasione dell’inaugurazione dei giardinetti alla Fortezza di San Rocco la questione è stata posta direttamente all’assessore ai Lavori pubblici del Comune Riccardo Megale, che stamani avrà un contatto con gli abitanti per concordare un incontro sopralluogo. —
 

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