Il Tirreno

Grosseto

l’assalto alla banca di follonica 

Rapinatore intrappolato sia all’entrata sia all’uscita

Pierluigi Sposato

La ricostruzione dell’episodio avvenuto giovedì al Credito Cooperativo di via Fratti Sapia rimane intanto in carcere su ordine del gip

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FOLLONICA

Resta in carcere Carlo Sapia, 56 anni, catanese di origine, arrestato dopo essere rimasto incastrato nella “bussola” della banca di Credito cooperativo di Castagneto Carducci, in via Fratti a Follonica, rapinata insieme a un complice. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna, che ieri pomeriggio ha interrogato l’uomo, assistito d’ufficio dall’avvocato Alessia Massai. Un colpo da 21mila euro, secondo quanto accertato dallo stesso personale della banca.

Sapia era rimasto incastrato non solo all’uscita, e ciò gli è risultato fatale, ma anche all’entrata. Due volte sfortunato, insomma. Tutto è avvenuto alle 9.30 di giovedì. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i due uomini sono entrati in momenti differenti: prima il complice, poi Sapia. Il primo si è presentato armato di un taglierino e si è diretto immediatamente verso una delle cassiere, puntandole alla gola la lama. Ha poi intimato al personale di aprire la porta di ingresso, dove Sapia era rimasto chiuso senza poter entrare, probabilmente a causa di un guasto. Contemporaneamente ha chiesto che gli venissero consegnati i soldi presenti nelle casse. Poi il primo rapinatore ha preso per il collo il vicedirettore, che era sopraggiunto in sala, e ha chiesto anche lui - una volta portato nel suo ufficio - di aprire la “bussola” per consentire al compagno di entrare. Finalmente anche Sapia, che sempre secondo la ricostruzione dell’episodio sul volto portava un fazzoletto, è entrato nella sede dell’istituto di credito: ma l’uomo è rimasto solamente pochi istanti all’interno perché nel frattempo il complice aveva già arraffato il denaro, preso dal cassetto della cassiera, e lo aveva infilato in un sacco di plastica. Il complice è riuscito a guadagnare l’uscita, Sapia è rimasto di nuovo bloccato. E lì era rimasto fino all’arrivo delle pattuglie dei carabinieri e della guardia di finanza avvertite dal personale della banca. Nel giro di pochissimo tempo, i militari sono arrivati in via Fratti e hanno preso in consegna Sapia, dando l’allarme per la ricerca del complice, sulla base delle indicazioni raccolte tra i presenti. Due per la verità le chiamate ricevute dal servizio di emergenza: una segnalava la rapina in atto, l’altra che uno dei malviventi era rimasto incastrato. Quando le forze dell’ordine sono arrivate, hanno trovato e sequestrato a Sapia il taglierino. Anche per il porto abusivo dell’arma l’uomo, che risulta avere alcuni precedenti anche per rapina, è stato arrestato in flagranza.

Al giudice, Sapia avrebbe dato alcune spiegazioni su quanto avvenuto giovedì. Il gip ha comunque ritenuto che non ci fossero altra soluzione che tenerlo in carcere, anche e soprattutto in considerazione del fatto che Sapia è rimasto incastrato e in possesso del taglierino: impossibile reclamare una qualche forma di estraneità alla rapina. —



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