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Salve le 48 casette del camping Il ministero pagherà le spese

Ivana Agostini
Salve le 48 casette del camping Il ministero pagherà le spese

Giannella, i manufatti in tela e legno non dovranno essere rimossi a fine estate La società titolare ha fatto ricorso al Tar della Toscana e ha ottenuto ragione

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ORBETELLO

Le 48 case mobili dell’Orbetelo Camping Village (manufatti di legno e tela sorretti da pali a servizio dei clienti della struttura ricettiva) rimangono al loro posto. Non saranno da rimuovere a fine stagione, ma potranno restare anche oltre.

Così ha deciso il Tar della Toscana, accogliendo il ricorso proposto dalla società Tirreno (titolare del campeggio) contro il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e contro il Comune di Orbetello (che non si è costituito in giudizio), e condannando il ministero alle spese di giudizio. Si chiude così un contenzioso che vedeva al centro il Camping village, nota struttura ricettiva della zona sud.

La società Tirreno – si legge nella sentenza del Tar – è in parte proprietaria e in parte affittuaria «di un’ampia area che si trova nel comune di Orbetello nella zona del tombolo della Giannella, lungo la strada provinciale della Giannella, dove da moltissimi anni esiste l’Orbetello Camping Village».

Per riqualificare la struttura, la società Tirreno aveva a suo tempo chiesto al Comune di Orbetello l’autorizzazione a installare attrezzature per la sosta e il soggiorno all’interno del villaggio turistico consistenti in “manufatti” di legno e tela (48 “casette mobili” citate dal Tar), materiali ritenuti adatti dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Un’autorizzazione a cui il Comune, a marzo 2017, ha detto sì. Il progetto è stato poi inviato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, che si è espressa favorevolmente inserendo però una prescrizione: quella di togliere tutto a fine stagione.

Il Comune di Orbetello, data la natura vincolante del parere della Soprintendenza, ha introdotto la stessa prescrizione.

Proprio contro questo dettame, la società ha fatto ricorso, vincendolo: la volontà era quella di annullare la parte dell’atto in cui si diceva «di limitare l’installazione alla sola stagione balneare 2017 con l’obbligo di rimuovere le strutture entro il primo ottobre». Insomma: casette per tutto l’anno. Anche perché le strutture oggetto del contendere sono costituite – si spiega nella sentenza – non da manufatti impattanti, ma «da tende sorrette da pali di legno e su base lignea, con tetto e pareti di tela di colore tortora (tali da richiamare i colori del terreno), non sono fissate stabilmente al terreno, trattandosi di strutture facilmente amovibili e senza alcun intervento murario non comportanti neppure un aumento della capacità ricettiva massima del villaggio».

L’intervento, precisa inoltre la società Tirreno, non è una nuova struttura o un ampliamento, bensì una “riqualificazione” di quel che c’era prima. Nel ricorso si precisa pure che non è chiaro in base a quali prescrizioni sia richiesto lo smontaggio delle strutture a fine stagione.

Ora, il Tar ha risposto definendo «illegittimo il parere della Soprintendenza» (un’illegittimità che travolge anche il parere espresso dal Comune di Orbetello che si era adeguato alla Soprintendenza), e condanna il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo al pagamento delle spese processuali, che sono quantificate in 4mila euro.

Le casette restano dov’erano. —





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