Meteo
Overdose da cocaina grossetano di 25 anni si accascia sulle Mura
Malore davanti alla sala Eden: il giovane portato in ospedale La zona, diventata piazza di spaccio, reclama sicurezza
grosseto
Si è sentito male in pieno giorno e in pieno centro storico, ieri. Erano da poco passate le 12, è successo sulle Mura di Grosseto. Overdose di coca.
Un giovane di 25 anni grossetano si è accasciato così, mentre era sul Bastione Garibaldi, vicino alla Sala Eden. Sono partiti i soccorsi: stando ad alcune segnalazioni il ragazzo – che passeggiava lungo la fortificazione medicea – ha accusato un malore con fortissimi dolori al petto. È scattata la richiesta di soccorso, anche se la chiamata al 118 è stata poi annullata: il giovane è stato portato al Pronto soccorso non in ambulanza, ma in auto da un familiare.
Una volta arrivato al Misericordia verso le 12, 40 è stato messo sotto osservazione e sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Presentava un’evidente tachicardia e gli esami hanno rilevato una complicanza cardiaca grave, come conseguenza - pare - di un’intossicazione da oppiacei. Overdose da cocaina.
Non è purtroppo che l’ennesimo caso, legato alla droga, che vede le Mura protagoniste loro malgrado. Ormai consolidate piazze di spaccio e consumo di stupefacenti, i bastioni cercano da tempo un recupero che non è ancora arrivato, diventando forse il principale supermarket della droga per giovani grossetani che si riforniscono qua.
Risale a due giorni fa l’ultima operazione dei carabinieri, che proprio in centro storico – durante controlli lungo corso Carducci – hanno scoperto e sequestrato a un giovane un sostanzioso quantitativo di stupefacenti, 1 chilo e 200 grammi di hashish più 10 grammi di coca.
Ma è proprio il bastione Garibaldi (quello dov’è avvenuta l’overdose di ieri) il luogo in cui si sono più concentrate le recenti proteste e attenzioni di un gruppo di grossetani. Sono stati i ballerini della sala Eden a sollevare la voce: il locale di proprietà comunale ormai è chiuso da un anno e loro ne reclamano la riapertura. Non solo - dicono loro - per restituire valore a un locale storico dove intere generazioni hanno trascorso le loro serata e ballare, «ma anche e soprattutto per rimuovere una volta per tutte dalla zona quel degrado e quell’intollerabile senso d’insicurezza – anche e soprattutto legato allo spaccio – ormai radicati da troppo tempo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
