Il Tirreno

Grosseto

Aereo ultraleggero ha un’avaria e sprofonda in mare Il pilota è illeso

Elisabetta Giorgi e Giulia Sili
Aereo ultraleggero ha un’avaria e sprofonda in mare Il pilota è illeso

«Sto bene e sono stato anche bravo», commenta a caldo Ad aiutarlo la Capitaneria, un diportista e i suoi nervi saldi

3 MINUTI DI LETTURA









«Sto bene, e sono stato anche parecchio bravo», è stato uno dei primi commenti a caldo del pilota dell’ultraleggero, illeso dopo essere ammarato con il velivolo davanti a Cala Martina, a circa un miglio dalla costa scarlinese. Un sospiro di sollievo per tutti, per un incidente che avrebbe potuto sfociare in tragedia.



Il velivolo giallo, uno Storm 300 a due posti affiancati, è caduto in mare verso le 13 di ieri. Il pilota, un 58enne di Lucignano (Arezzo), unica presenza a bordo, era partito da un’elisuperficie nella zona di Lastra a Signa, sempre nell’Aretino. Pare fosse diretto a Punta Ala quando per un guasto tecnico (probabilmente un’avaria al motore) ha perso il controllo del mezzo ed è ammarato. Nel momento esatto in cui il velivolo ha sfiorato l’acqua e prima che andasse sotto, il pilota è riuscito ad aprire lo sportello e a portarsi fuori, riuscendo a mantenere i nervi saldi; la sua freddezza l’ha salvato. Ha assistito alla scena un diportista che ha chiamato subito il numero di emergenza 1530 della Guardia costiera e nel frattempo ha soccorso il pilota, caricandolo a bordo del gommone e portandolo fino a terra, al Puntone. Quasi in contemporanea è arrivata la motovedetta che ha raggiunto il gommone e l’ha scortato per tutto il viaggio.



Al Puntone è stato organizzato dal 118 un primo soccorso sanitario, ma il pilota è risultato subito in buone condizioni di salute e ha rifiutato l’intervento dell’elicottero Pegaso. «Sto bene e sono vivo – ha detto tirando un sospiro di sollievo – mi è andata bene e sono stato anche bravo». Sul posto si è dispiegata la catena dei soccorritori: le forze dell’ordine, in primis la Capitaneria di porto di Piombino la cui comandante si è precipitata arrivando praticamente in tempo reale all’arrivo di gommone e motovedetta. Sul posto sono stati chiamati i sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno e una squadra dei vigili di Follonica via terra, che poi sono tornati indietro perché il pilota stava bene. Dopo lo choc iniziale, il 58enne è stato di nuovo imbarcato (stavolta a bordo della motovedetta della Guardia Costiera) indicando ai militari il punto esatto dell’ammaraggio. Lì è stato fissato un galleggiante con una boa di segnalazione. Le successive operazioni di recupero del mezzo dovranno essere eseguite a cura del proprietario. Il velivolo risulta inabissato a 13 metri di profondità.



Cosa può essere successo è oggetto di accertamenti da parte della Capitaneria di Piombino. Una delle ipotesi è che l’aereo possa aver avuto quella che in gergo tecnico si chiama una “piantata motore”; ovvero il motore si ferma per un guasto o perché finisce la benzina, e non resta altro da fare che fare un atterraggio forzato, ossia cercare un campo sufficientemente liscio e lungo in cui far planare il velivolo. Quel “campo” è stato trovato in mare, con un ammaraggio. Era infatti una posizione difficile, quella in cui è avvenuto l’incidente: siamo tra Cala Violina e Cala Martina, splendidi luoghi circondati da colline e macchia. L’ipotesi è che il pilota fosse a una quota tale che, vista la posizione, non gli ha permesso in assenza di motore di oltrepassare i poggi delle cale per andare ad atterrare in campo a Pian d’Alma, per cui ha dovuto atterrare in acqua. Appena il giorno prima, a Camposile in provincia di Venezia, è morto il pilota di un ultraleggero precipitando in un campo. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera