Italia
Mosca delle olive L’insetto antagonista può essere la svolta
lo studio gavorrano La Dasineura olea, o più comunemente detta Cecidomia delle foglie dell’olivo, sta infestando alcuni oliveti della provincia di Grosseto. Il Tirreno si è rivolto a Ruggero...
lo studio
gavorrano
La Dasineura olea, o più comunemente detta Cecidomia delle foglie dell’olivo, sta infestando alcuni oliveti della provincia di Grosseto. Il Tirreno si è rivolto a Ruggero Petacchi, entomologo della Scuola Sant’Anna di Pisa, che dal 2016 si occupa, nell’ambito di un accordo scientifico con il servizio fitosanitario della Regione Toscana, di questo problema.
«La Toscana è stata messa a dura prova da un forte attacco della mosca delle olive – spiega Petacchi – Nel corso del 2016 è iniziato il nostro lavoro nella aree olivate del Grossetano caratterizzate da infestazioni più o meno intense di Cecidomia e in particolare a Gavorrano e Giuncarico». Tra le possibili cause di questo anomalo attacco c’è «la scarsa presenza di antagonisti naturali, oggetto dei nostri studi. E probabilmente il clima che, con i cambiamenti in corso, favorisce anche la Cecidomia».
L’insetto scava dei piccoli tunnel nella foglia, provoca una reazione della pianta e porta alla produzione di galle a partire dai giovani getti fogliari che la pianta emette annualmente. La Cecidomia è sempre stata presente in Toscana, non è nuova per gli agricoltori, e solitamente ha dei bassi livelli di presenza e non provoca forti infestazioni. «Il pericolo maggiore associato a questo insetto – continua Petacchi – riguarda l’impatto sull’attività vegetativa della pianta. Stiamo studiando se in caso di forti attacchi sulle foglie e sulle infiorescenze ne può risentire la produzione».
Il caso nel Grossetano è stato ritenuto di interesse scientifico tanto che il Sant’Anna ha deciso di monitorare l’insetto dannoso, cercando di individuare gli elementi che stanno alla base della forte infestazione. La segnalazione è stata fatta già a partire dal 2013 da alcuni tecnici che operano sul territorio per le cooperative Terre dell’Etruria e Olma e del consorzio agrario Tirreno. Nel 2016 la Regione ha ritenuto importante affidare al laboratorio entomologico del Sant’Anna l’attività di monitoraggio e studio dei vari aspetti legati alle infestazione. Il lavoro è in corso e sono stati condotti diversi campionamenti in alcune aziende della Provincia. «Stiamo facendo ricerca e stiamo cercando di capire le cause di questa infestazione anomala – continua Petacchi – Diamo consigli agli olivicoltori sugli interventi e insieme alle cooperative del Grossetano e alla Regione stiamo lavorando al monitoraggio. In particolare – conclude – stiamo lavorando molto sugli antagonisti naturali che potrebbero rappresentare la soluzione problema». —
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