«Piano lupo Il governo smetta con i teatrini e aiuti gli allevatori»
Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Regione, presenta una mozione per sollecitare l’esecutivo Lega-M5s ad approvare gli interventi
FIRENZE. «Dal nuovo Governo solo grande confusione. È urgente approvare il Piano nazionale per dare risposte agli allevatori». Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale, illustra la mozione – di cui è primo firmatario – che impegna la giunta toscana a insistere sul nuovo Governo affinché sia approvato integralmente il Piano lupo nazionale.
«Il problema delle predazioni – dice Marras – continua ad affliggere gli allevatori, soprattutto nella nostra regione, al punto che sempre più spesso molti scelgono di cessare la propria attività per l’insostenibilità dei danni provocati dagli attacchi di lupi e ibridi. Da parte nostra, come Regione Toscana, non abbiamo mai sottovalutato la situazione».
Marras ricorda le azioni di prevenzione e sui risarcimenti messe in campo dalla Regione. «Ma non è ancora sufficiente, lo sappiamo bene. Per questo più volte, anche con lettera ufficiale, l’assessore Remaschi ha chiesto al Governo di approvare nella sua interezza il Piano lupo nazionale, che permette di usufruire di tutti gli strumenti previsti dalla normativa, tra cui l’abbattimento controllato fino al 5 per cento».
La Toscana, spiega Marras, in base all’indagine conoscitiva elaborata dalla seconda commissione del Consiglio regionale, risulta la regione oggi più popolata dai lupi: dai 100 esemplari riscontrati negli anni ‘90 si stima una popolazione oggi di 550-600 capi, con 109 gruppi riproduttivi (erano 72 nel 2013) dei quali svariati branchi ibridi. Anche a causa della proliferazione di ibridi sono aumentati gli episodi di predazione sul bestiame allevato: nell’ultimo triennio risultano oltre 1500 attacchi denunciati dagli allevatori.
Di fronte a questi numeri, prosegue il capogruppo Pd, «dovrebbe essere obiettivo comune delle istituzioni cercare una soluzione: invece sembra che si prosegua nello stallo e addirittura si rischi di fare passi indietro. Solo qualche ora fa un nuovo teatrino dei ministri giallo-verdi: da una parte il Ministro dell’agricoltura che sostiene la linea a favore dell’applicazione di tutti gli strumenti disponibili, dall’altra il Ministro dell’ambiente contrario all’abbattimento selettivo. Dobbiamo occuparci del fenomeno in maniera efficace e soprattutto coordinata utilizzando tutte le possibilità che la legge prevede a partire da azioni di contrasto al randagismo (prima causa dell’ibridazione) per arrivare, solo nei casi in cui tutti gli altri tentativi non abbiano portato a risultati significativi, all’abbattimento controllato. Lo dobbiamo ai tanti allevatori che ci chiedono quotidianamente tutele serie e concrete, non proclami ruffiani». —
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