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Benini attacca Scarlino Energia «È un apparato di potere»

Alfredo Faetti
Benini attacca Scarlino Energia «È un apparato di potere»

Sulla stessa lunghezza d’onda Stella: «Gli operai sono usati come scudi umani» I sindaci temono che l’11 luglio la Regione dia il nulla osta a nuove autorizzazioni

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scarlino

È possibile che già nella prossima seduta della conferenza dei servizi, mercoledì 11 luglio, la Regione Toscana dia le nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino: è quanto hanno annunciato Andrea Benini e Marcello Stella, sindaci rispettivamente di Follonica e Scarlino durante l’incontro di venerdì organizzato dal Comitato del No. Non solo. «Scarlino Energia è un apparato di potere», dice senza mezzi termini Benini, prendendosela anche con la Regione, visto che, sostiene, «la parte politica si è completamente defilata dal procedimento».

L’incontro è servito per illustrare le conclusioni del Cnr di Napoli sui forni dell’impianto, considerati dal centro di ricerca del tutto fuori norma. «Non sono a norma – spiega il tecnico Giulio Passerini – perché non assicurano la necessaria combustione per evitare il rilascio di sostanze tossiche», difficoltà che non possono non essere collegare – per il presidente del Comitato Mario Monciatti – alle 135 fermate in dieci mesi registrate dall’impianto quando era in funzione.

L’incontro ha consentito anche di fare il punto sullo stato di salute dei cittadini, affidata al medico di famiglia nonché consigliere comunale scarlinese Sergio Tognarini, che – stando ai dati a disposizione – parla di un aumento di determinate patologie, come i linfomi, nel periodo che dal ’94 al 2016.

Ma né le carenze impiantistiche né la salute collettiva spinge i sindaci ad essere ottimisti per un eventuale ripensamento della Regione. «Per noi è impensabile “scollegare” le carenze impiantistiche dimostrate dalle conseguenze sulla salute – dice Benini – Oltre alla contrarietà alla tecnica dell’incenerimento, il problema è legato soprattutto all’impianto vecchio e pericoloso».

L’amaro in bocca ai sindaci arriva soprattutto dal fronte politico di questo procedimento per quanto mostrato sia dalla società sia dalla Regione. «Scarlino Energia – dice Stella – usa gli operai come scudi umani». «Scarlino Energia – riprende Benini – ha fatto ricadere di proposito la scadenza degli ammortizzatori sociali per i dipendenti nel mezzo del procedimento per la Via e nell’ultima seduta ha ventilato la minaccia del licenziamento collettivo, facendolo mettere a verbale: non so quanto sia stata decisa prima questa cosa, ma è una forzatura che violenta il procedimento – riprende Benini – Quando si tratta dell’inceneritore, anche Asl e Arpat, a cui riconosciamo competenza, vanno in cortocircuito: una lettura può essere che Scarlino Energia è un apparato di potere; quando arriva Moreno Periccioli (figura a capo dell’impianto, ndc) è tutta una pacca sulle spalle da parte dei tecnici».

I sindaci se la prendono anche con la Regione, che non ha voluto né attendere ottobre per avviare il procedimento, data per cui è attesa la sentenza del Consiglio di Stato sulle precedenti autorizzazioni già annullate dal Tar, né ha voluto avviare una Vis, valutazione di impatto sanitario. «Non è previsto per legge e non hanno accolto la nostra richiesta – dice Benini – La parte politica è sparita, l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni è stata assente in modo quasi imbarazzante». La sensazione è che si andrà verso una riaccensione dei forni, ma questo non ferma la battaglia. «Andremo avanti», assicurano tutte le anime del fronte del No. —



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