Il presidio
Ristobar Op, delizie per il palato e tifo sfegatato per la Juventus
Matteo Onza, diplomato all’istituto alberghiero, strizza l’occhio alla cucina e all’occorrenza fa anche un po’ da “psicologo”
GROSSETO. La cordialità servita al cliente, le due grandi passioni per la Juventus e le moto, una mancata (per scelta) carriera in cucina come chef. È ciò che Matteo Onza, 38enne titolare del ristobar Op di piazzale Cambogia a Grosseto, riserva quotidianamente a chi frequenta il locale ma agli habitué, come agli altri occasionali, va l’innata professionalità che si percepisce già all’ingresso: che si tratti di un caffè o di un commento sportivo, Matteo ha come punto di partenza e di arrivo il rapporto con il pubblico.
«Con tutti – dice – non solo con chi ormai è cliente fisso da anni. Qui serviamo davvero persone di tutte le età e tante attività presenti in zona: dagli esercizi commerciali a chi è di passaggio e vuole semplicemente sorseggiare qualcosa, fare colazione o assaggiare un primo piatto».
Di negozi e uffici ce ne sono tanti nelle confinanti via Siria, Birmania e Giordania: dalle 6 alle 16, dal lunedì al sabato (domenica è giorno di chiusura) Matteo fa la spola dal bancone ai tavoli, a un’ampia corte esterna dove i clienti spesso preferiscono sostare in queste giornate calde, fino alla cucina.
«Mi sono diplomato all’Istituto professionale Alberghiero di Grosseto – continua – con specializzazione cucina. La passione per i fornelli mi è rimasta, non lo nego, tanto che a volte preparo qualche piccolo piatto insieme al nostro chef ma stare per tante ore al chiuso dentro una stanza non fa per me. Non posso rinunciare al rapporto, ottimo, che ho instaurato con la mia clientela per la quale spesso fungo da “psicologo” durante i momenti di intrattenimento e a cui riservo di scegliere un menu alla carta o un piatto del giorno che varia da lunedì a sabato».
C’è l’imbarazzo della scelta fra le ricche colazioni con pasta, caffè, tè e cappuccino e un primo veloce ed espresso come la pasta o una bella fetta di carne con rucola: nessuno rimarrà insoddisfatto; o anche un aperitivo prima del pranzo, magari fra una battuta calcistica sui mondiali in corso o sulla prossima stagione che attende la Juventus, sua squadra del cuore.
«In genere – spiega – serviamo a pranzo almeno una cinquantina di persone al giorno». E poi un’altra preferenza sportiva: le moto.
«Fino al 2012 – aggiunge – ci trovavamo nello stabile che ancora oggi ospita il negozio 4 Tempi Store. Poi decidemmo di allargarci e di trasferisci qui. È un lavoro fatto di passione, amore, voglia di lavorare e soprattutto sopportazione». Queste sono le qualità che Matteo ha nel sangue e che consiglia di seguire e di fare proprie ai giovani che volessero intraprendere questa carriera. —
S.F..
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