La Gora delle Ferriere è il corso più inquinato Sì all’impianto irriguo
Il fosso che taglia in due la città è al centro dell’attenzione Il progetto del Consorzio Bonifica sarà pronto entro l’anno
FOLLONICA
Il fosso che tagliando la città dal fiume Pecora sfocia al mare, la Gora delle Ferriere, resta al centro dell’attenzione, tra monitoraggi e interventi. Se su quest’ultimo aspetto arrivano notizie confortanti, come l’imminente realizzazione di un impianto irriguo collettivo a servizio di molte utenze, sul piano dei monitoraggi la situazione è ben più preoccupante.
Stando ai dati raccolti dalla Goletta Verde, la realtà di Legambiente che sorveglia lo stato delle acque di mare e fiume, la Gora è il punto più critico in termini di inquinamento della provincia di Grosseto, pari solo a Neghelli di Orbetello. «Un punto fortemente inquinato», spiegano da Legambiente, facendo suonare il campanello di allarme su questo corso d’acqua. Nel confronto regionale non è forse la situazione più a rischio secondo i dati, ma rappresenta comunque una questione aperta su cui è necessario intervenire. E qualcosa in questa direzione si è mosso alla fine di giugno, quando si sono riunite attorno allo stesso tavolo il Consorzio di Bonifica Toscana Costa, la Regione Toscana con il Genio Civile Toscana Sud e il Comune di Follonica. Incontro utile per definire le linee guida per la costituzione di un impianto irriguo collettivo al servizio delle aziende agricole, del comparto industriale, dei tantissimi cittadini che coltivano piccoli orti, ma anche a beneficio dei Comuni per l’utilizzo pubblico della risorsa acqua in quella porzione di territorio. In virtù di questa progettazione, il primo passo sarà una ricognizione delle opere presenti sul canale nei Comuni di Massa Marittima e Follonica, delle proprietà esistenti, nonché delle concessioni ad oggi in essere. «Il Consorzio 5 Toscana Costa, conta di portare a termine questo percorso entro l’anno con il supporto delle due amministrazioni comunali interessate, per poter inaugurare il nuovo comparto irriguo per la prossima stagione estiva – spiegano dal Consorzio stesso – Gli utenti e utilizzatori verranno riuniti in un comprensorio irriguo con l’individuazione di un tributo per la copertura dei costi del servizio come già avviene per altri impianti gestiti dal Consorzio in Val di Cornia». —
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