Il Tirreno

Grosseto

Nato per concretizzare l’idea di cittadinanza europea responsabile  il laboratorio coinvolse il liceo artistico, Lucio Pari e anziani contadini 

«Le vostre vigorose ruspe contro i “semi” di riflessione»

«Le vostre vigorose ruspe contro i “semi” di riflessione»

la letteraSpettabile signor sindaco, siamo stati informati che in questi giorni, lei e il suo assessore Riccardo Megale, avete fatto eseguire un’opera di radicale demolizione di tutte le...

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la lettera

Spettabile signor sindaco, siamo stati informati che in questi giorni, lei e il suo assessore Riccardo Megale, avete fatto eseguire un’opera di radicale demolizione di tutte le installazioni presenti nell’area denominata “Parco dell’Immaginario”.

Ci permettiamo di ricostruirle sommariamente la storia del sito: il Parco dell’Immaginario nacque nel 1998 ad opera del Centro Europe Direct Maremma, ufficio operativo dell’assessorato alle Politiche rurali del Comune di Grosseto, come compimento del Progetto “La mia terra: l’Europa”. In otto anni fu realizzato un luogo – laboratorio dedicato alle scuole, con il fine di introdurre i giovani ai valori di sviluppo sostenibile, rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali attraverso giochi creativi, per dare concretezza al concetto di “Cittadinanza Europea” intesa, soprattutto, come “cittadinanza responsabile”.

Dopo un bellissimo esperimento didattico svolto dalle scuole elementari dei circoli 1º, 4º, 5º che realizzarono coloratissime installazioni, noi docenti di scultura del liceo artistico, insieme allo scultore Lucio Pari, fummo coinvolte nell’avvincente progetto di arricchire il parco con altri elementi plastici come riciclo creativo di attrezzature agricole inutilizzate.

Il primo anno (2005) ci fu affidato dal Consorzio Agrario provinciale un trattore Lamborghini del ’66. Dopo un periodo d’approfondimento fatto d’interviste ad anziani contadini sulla loro esperienza di trasformazione del lavoro agricolo, progettazione di forme, realizzazione di storie fantastiche, illustrazioni ecc., fu scelta l’opera più meritevole tramite un concorso.

Il progetto di Marta Iapichino, oggi giovane illustratrice e scenografa che vive a Berlino, prevedeva la rivisitazione del “nostro trattore” come macchina in grado di convogliare gli agenti atmosferici per trasformarli in “buona agricoltura”.

Realizzammo così in metallo le forme del vento, del sole, dei fulmini, cascate di gocce di pioggia in ceramica, fasi lunari, una scia di nuvole. L’anonimo trattore Lamborghini divenne una scultura leggera, dinamica, colorata, allegra e soprattutto, molto densa di riflessioni, stimoli, significati.

L’anno seguente ci occupammo di realizzare l’illuminazione del Parco. Fu scelto il progetto di Egizia Marchetti, oggi giovane e talentuosa 3D modeller e scultrice che vive a Londra.

Realizzammo la sua Torre Solare: un gruppo di solidi alto circa sette metri; un traliccio metallico ricoperto da pannelli refrigeratori di banchi frigo dismessi che furono texturizzati al maglio. Dal loro interno fuoriusciva, fino al giorno della demolizione, luce prodotta da energia solare. La luce, inoltre, veniva trasmessa anche al nostro trattore che, a sua volta, costituiva un altro punto luce del parco.

Come lei potrà intuire, questi furono due anni molto faticosi e intensi ma, noi docenti, eravamo sostenuti dall’entusiasmo che derivava dalla consapevolezza del valore che stava assumendo quel luogo: si stava concretizzando un dinamico e operoso spazio- laboratorio per sperimentazioni didattiche attorno a tematiche così affini al nostro territorio e così urgenti per la formazione dei nostri giovani cittadini.

Signor sindaco, ci scusiamo se ci siamo dilungati nella storia del progetto. Tuttavia, questo microscopico e sconosciuto angolo della nostra particolare città, sarebbe potuto veramente diventare un esempio di buone pratiche. Sarebbe bastata una briciola di sensibilità estetica e istituzionale, che mai da allora, nessun amministratore locale ha dimostrato di possedere; tagliare periodicamente l’erba, fare piccolissima manutenzione è veramente poca cosa.

Lo è, però, se un progetto si conosce e ci si crede.

Se alla protesta di alcuni cittadini si risponde, con nerboruta prontezza, radendo tutto al suolo senza minimamente avvertire o rivolgersi, anche solo per un educato avvertimento, a chi in quel luogo ha lavorato, ci dispiace dirlo, ma sembra proprio una “scortesia istituzionale” (il liceo artistico è una scuola, e la scuola è un’istituzione!).

Noi docenti, se lei lo avesse chiesto, avremmo potuto darle consigli, informazioni o collaborazione per far rinascere il parco - laboratorio così tanto desiderato dal responsabile dell’Edm Tommaso Martinelli, prematuramente scomparso. Ad esempio, signor sindaco, avrebbe potuto cogliere l’occasione per dare compimento a quel collegamento che era stato ipotizzato tra Parco dell’Immaginario, Parco di Nord Est e Parco della Maremma, in un operoso percorso d’intenti e d’idee.

Quanti altri luoghi ci sono a Grosseto ben più pericolosi, degradati e anonimi da “riqualificare”!

Lei però ha preferito agire, con energica prontezza, alla “rottamazione di ferraglia vecchia”.

Tuttavia, quella “ferraglia vecchia”, signori sindaco e assessore, erano profonde riflessioni, ricerca, studio, progetto; in sintesi erano “semi” che, nonostante le vostre vigorose ruspe, saranno in grado di rigermogliare, magari non in questa strana città, che forse non merita tanto sforzo. Germoglieranno in altre parti del mondo, dove i nostri bravi studenti stanno lavorando e mettendo a frutto, insieme al loro talento, anche quelle riflessioni e competenze apprese in seno alla nostra bella istituzione cittadina, dove continuiamo a insegnare. —



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