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Grosseto

La Gardenia Beauty chiude il magazzino

La Gardenia Beauty chiude il magazzino

I 35 dipendenti saranno trasferiti a Bologna con contributi affitto e bonus. Incentivi anche all’esodo

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GROSSETO. Il 30 settembre chiuderà il magazzino della Gardenia Beauty spa, la storica profumeria fondata a Grosseto dalla famiglia Croci. «È l’ennesima pessima notizia per il nostro territorio» commentano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che hanno incontrato i lavoratori per l’approvazione di un’ipotesi di accordo redatto e sottoscritto con l’azienda.

Obiettivo del piano è quello di trovare soluzioni a tutela di trentacinque lavoratori attualmente impiegati nella logistica e nella gestione del magazzino. In rappresentanza dei tre sindacati confederali c’erano Massimiliano Stacchini e Arianna Mannelli (Filcams Cgil), Simone Gobbi (Fisascat Cisl) ed Antonietta Ricciuto (Uiltucs Uil). «Da tempo lavoriamo per redigere un accordo che limiti i danni a carico dei lavoratori e delle famiglie interessate – spiegano – e pur sottolineando la gravità di quanto sta accadendo, ci riteniamo soddisfatti delle garanzie che abbiamo ottenuto».

Le trattative intraprese, infatti, non hanno potuto salvare il punto logistico di Grosseto, le cui attività saranno spostate a Bentivoglio – a Bologna – ma sono riuscite a definire alcune importanti certezze per i lavoratori.

I dipendenti attualmente impiegati che, dal 1° ottobre, decideranno di spostarsi nella nuova sede bolognese potranno usufruire per un anno di un contributo per l’affitto; inoltre riceveranno un rimborso per le spese di viaggio sostenute per tornare a casa ogni quindici giorni.

La proprietà, inoltre, metterà a disposizione per tre mesi un’agenzia immobiliare che potrà aiutare i lavoratori a cercare un alloggio e si farà carico delle spese di agenzia. I lavoratori che si trasferiranno nella sede bolognese potranno usufruire di buoni pasti.

E chi fosse impossibilitato ad accettare il trasferimento – dettagliano i sindacati – potrà usufruire di un incentivo all’esodo legato alla non opposizione al licenziamento.

I lavoratori che non intendono trasferirsi, infatti, potranno usufruire di incentivi alla risoluzione contrattuale, il cui importo sarà stabilito sulla base di alcuni punteggi che terranno conto delle mansioni contrattuali, dell’anzianità di servizio, ma anche della presenza di familiari a carico: «È un modo per tutelare le famiglie – spiegano i rappresentanti di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil – e sostenerle nell’attesa di trovare una nuova forma di sostentamento. Le cifre puntano a garantire per qualche tempo una stabilità economica».

Ieri alle 15 si è svolta l’assemblea con i lavoratori, ai quali è stata sottoposta l’ipotesi di accordo raggiunta venerdì tra azienda e sindacati. L’accordo, posto a votazione dell’assemblea, è stato ratificato dai lavoratori che, con il loro avvallo, lo hanno reso pienamente valido ed esecutivo.

La chiusura del magazzino e del reparto logistico della Gardenia arriva dopo un progressivo smantellamento della società, che da tempo aveva affidato alla società Xpo Supply Chains Italy il ramo d’azienda e che un anno fa aveva trasferito gli uffici amministrativi a Milano. «I risultati ottenuti nell’incontro di venerdì – concludono i sindacati – non devono però farci dimenticare quello che sta accadendo in provincia di Grosseto: sempre più spesso realtà importanti del nostro tessuto economico vengono chiuse o acquisite da grandi catene. È necessario lavorare insieme per realizzare politiche di sostegno alle imprese – propongono – che tutelino i lavoratori perché non è giusto che per vivere in maniera decorosa si debba pensare di essere costretti a lasciare la Maremma».

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