Italia
Il volo senza ritorno del piccolo falco
Aristotele, nato otto settimane fa in Maremma, ha lasciato di notte il nido nella Diaccia Botrona: è dato per morto
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il giovanissimo falco pescatore Aristotele (figlio di Geronimo e Pocahontas), uno degli otto pulli nati in primavera in Maremma, è morto alle prime luci dell’alba del 20 giugno. Ha lasciato il nido alle 0, 50 (lo indicano le telecamere) e poi non è più rientrato. Al mattino il gps non dialogava più con i satelliti. Cosa gli è successo è difficile stabilirlo. Probabilmente è annegato nelle acque limacciose del padule.
Siamo nella riserva naturale della Diaccia Botrona, nel comune di Castiglione della Pescaia, e il protagonista di questa storia triste è un pulcino di falco pescatore (rapace diurno rarissimo) di otto settimane. Insieme al fratello Anassagora nei giorni precedenti aveva tentato i primi involi rientrando sempre nel nido. Qui, nel padule, ormai da due anni, alcune coppie di falco pescatore nidificano su palafitte, in luoghi praticamente inarrivabili dall’uomo. Oltre a Geronimo e Pocahontas, l’altra coppia è composta da Primo ed Eva. Anche loro con due pulcini (Campanella e Cartesio).
«Oggi – ricorda Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi e del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano – la Maremma è l’unico luogo d’Italia dove nidifica il falco pescatore. Due coppie di falchi depongono le uova nella riserva naturale della Diaccia Botrona, un’altra nel Parco della Maremma. Da quest’anno si è aggiunta l’oasi di Orbetello, dove la coppia è composta da una vecchia conoscenza, la femmina corsa Mora, e da un falco sconosciuto che è stato chiamato Orbetello. In totale nel 2018 abbiamo avuto otto nascite. Nonostante la defezione naturale di Aristotele, con i tre piccoli nati più a sud si dovrebbe comunque eguagliare l’involo record dello scorso anno».
A scoprire cosa era accaduto in Diaccia Botrona è stato il faunista Vincenzo Rizzo Pinna (responsabile dell’attività di monitoraggio). «Sì, seguo costantemente cosa accade nei nidi attraverso le telecamere h24 – spiega Rizzo Pinna – oltre a condurre costanti osservazioni sul campo. Alle prime luci dell’alba del 20 giugno mi sono accorto che sul nido dell’Arginone mancava Aristotele. Nei giorni precedenti i due piccoli si erano regolarmente involati. Aristotele, però, senza una spiegazione, di notte ha abbandonato il nido andando incontro a morte sicura. Al buio, infatti, non aveva alcun riferimento, né aveva ancora maturato la conoscenza dell’area di nascita e dei pochissimi posatoi a disposizione. Insomma, non disponeva di sufficiente autonomia di volo. Per questa ragione ritengo che sia piombato nel padule. Ho dato subito l’allarme ma il gps per rintracciarne la posizione non trasmetteva. Solo 2 giorni fa abbiamo individuato il dispositivo che recupereremo appena possibile».
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