Il Tirreno

Grosseto

Il volo senza ritorno del piccolo falco

di Gabriele Baldanzi
Il volo senza ritorno del piccolo falco

Aristotele, nato otto settimane fa in Maremma, ha lasciato di notte il nido nella Diaccia Botrona: è dato per morto

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il giovanissimo falco pescatore Aristotele (figlio di Geronimo e Pocahontas), uno degli otto pulli nati in primavera in Maremma, è morto alle prime luci dell’alba del 20 giugno. Ha lasciato il nido alle 0, 50 (lo indicano le telecamere) e poi non è più rientrato. Al mattino il gps non dialogava più con i satelliti. Cosa gli è successo è difficile stabilirlo. Probabilmente è annegato nelle acque limacciose del padule.

Siamo nella riserva naturale della Diaccia Botrona, nel comune di Castiglione della Pescaia, e il protagonista di questa storia triste è un pulcino di falco pescatore (rapace diurno rarissimo) di otto settimane. Insieme al fratello Anassagora nei giorni precedenti aveva tentato i primi involi rientrando sempre nel nido. Qui, nel padule, ormai da due anni, alcune coppie di falco pescatore nidificano su palafitte, in luoghi praticamente inarrivabili dall’uomo. Oltre a Geronimo e Pocahontas, l’altra coppia è composta da Primo ed Eva. Anche loro con due pulcini (Campanella e Cartesio).

«Oggi – ricorda Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi e del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano – la Maremma è l’unico luogo d’Italia dove nidifica il falco pescatore. Due coppie di falchi depongono le uova nella riserva naturale della Diaccia Botrona, un’altra nel Parco della Maremma. Da quest’anno si è aggiunta l’oasi di Orbetello, dove la coppia è composta da una vecchia conoscenza, la femmina corsa Mora, e da un falco sconosciuto che è stato chiamato Orbetello. In totale nel 2018 abbiamo avuto otto nascite. Nonostante la defezione naturale di Aristotele, con i tre piccoli nati più a sud si dovrebbe comunque eguagliare l’involo record dello scorso anno».

A scoprire cosa era accaduto in Diaccia Botrona è stato il faunista Vincenzo Rizzo Pinna (responsabile dell’attività di monitoraggio). «Sì, seguo costantemente cosa accade nei nidi attraverso le telecamere h24 – spiega Rizzo Pinna – oltre a condurre costanti osservazioni sul campo. Alle prime luci dell’alba del 20 giugno mi sono accorto che sul nido dell’Arginone mancava Aristotele. Nei giorni precedenti i due piccoli si erano regolarmente involati. Aristotele, però, senza una spiegazione, di notte ha abbandonato il nido andando incontro a morte sicura. Al buio, infatti, non aveva alcun riferimento, né aveva ancora maturato la conoscenza dell’area di nascita e dei pochissimi posatoi a disposizione. Insomma, non disponeva di sufficiente autonomia di volo. Per questa ragione ritengo che sia piombato nel padule. Ho dato subito l’allarme ma il gps per rintracciarne la posizione non trasmetteva. Solo 2 giorni fa abbiamo individuato il dispositivo che recupereremo appena possibile».

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