Il Tirreno

Grosseto

l’omicidio di via Matteotti 

Scarcerato Papa senior «Non ha armato suo figlio»

di Francesca Gori
Scarcerato Papa senior «Non ha armato suo figlio»

FOLLONICA. Venerdì pomeriggio ha varcato la porta del carcere di via Saffi, chiudendosela dietro le spalle. È uscito, dopo poco più di tre settimane, con in mano una sentenza del tribunale del...

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FOLLONICA. Venerdì pomeriggio ha varcato la porta del carcere di via Saffi, chiudendosela dietro le spalle. È uscito, dopo poco più di tre settimane, con in mano una sentenza del tribunale del riesame che ha accolto totalmente il ricorso presentato dall’avvocato Carlo Valle, che proprio sulla questione dell’arma, della pistola impugnata da Raffaele Papa, ha appuntato la sua attenzione. Antonio Papa, 56 anni, è tornato libero, a Follonica. Era stato accusato di concorso “anomalo” nell’omicidio commesso da suo figlio che ha sparato e ucciso Salvatore De Simone. E nel tentato omicidio di Massimiliano De Simone e della farmacista Paola Martinozzi.

Anomalo, perché il padre del trentenne che ha impugnato la Tanfoglio calibro 9, avrebbe istigato il ragazzo. A prendere l’arma, probabilmente a mostrarla ai De Simone ma non a sparare per uccidere. La Procura aveva chiesto l’arresto di Papa senior per concorso in omicidio volontario. Era stato il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci a mitigare la posizione del padre dell’omicida con quell’articolo del codice penale. Al centro dell’ordinanza di custodia cautelare e dell’indagine dei carabinieri della compagnia di Follonica e del nucleo investigativo del comando di Grosseto, era proprio quella pistola: secondo l’accusa sarebbe stato il padre del ragazzo a chiamarlo per andare insieme a prenderla. Sarebbe stato lui quindi ad armare Raffaele. Secondo i giudici del riesame invece, non ci sarebbe alcun indizio che le cose siano effettivamente andate così. «Il ricorso è stato accolto in pieno - dice l’avvocato Carlo Valle - tanto che l’ordinanza di custodia cautelare è stata annullata. Non ci sono i gravi indizi di colpevolezza che erano stati attribuiti a Papa». Uno dei dettagli, ripresi dalle telecamere di sorveglianza, che hanno portato gli investigatori a ritenere che fosse stato il padre a fornire la pistola a suo figlio, è la giacca indossata dal trentenne. Quando passa dalla rosticceria Da Buono a prendere suo padre, la sua giacca è aperta, quando rientra, poco prima della sparatoria, la sua giacca è chiusa. Secondo gli investigatori quindi, quando è tornato in via Matteotti, Raffaele aveva con sé la pistola, che gli aveva fornito suo padre. Il cinquantaseienne lo aveva già detto al gip durante l’interrogatorio: lui, di quell’arma con la matricola abrasa, non ne aveva mai saputo nulla. Anzi, dopo che il trentenne aveva sparato il primo colpo, l’uomo aveva anche tentato di disarmarlo.

I giudici del Riesame hanno accolto questa versione e hanno liberato Antonio Papa, che da venerdì è potuto tornare a casa da uomo libero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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