Il Tirreno

Grosseto

Forni dell’inceneritore, esposto in Procura

di Alfredo Faetti
Forni dell’inceneritore, esposto in Procura

Il Forum ambientalista diffida la Regione riguardo allo studio del Cnr di Napoli sulle emissioni

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SCARLINO. La diffida, già inviata negli uffici a Firenze, ora è arrivata anche in Procura a Grosseto. Lo studio del Cnr di Napoli sui forni dell’inceneritore di Scarlino non può essere considerato in autotutela.

Il Forum Ambientalista continua così a incalzare la Regione Toscana dentro e fuori la conferenza dei servizi in corso riguardo alle nuove autorizzazioni per far ripartire l’impianto. Sarebbero le quinte a essere rilasciate, dopo che le precedenti quattro sono state revocate dai tribunali amministrativi. Ma a differenza del passato, questa volta sul tavolo c’è la questione dei forni, ritenuti dal Cnr partenopeo troppo piccoli e con uno scarico laterale che impedisce il processo di abbattimento delle diossine, che al contrario finiscono per essere emesse nell’aria.

Una questione tecnica divenuta centrale, anche se non del tutto nuova. «Già nel 2015 era possibile stabilire che i tre forni di Scarlino Energia non erano compatibili per legge – dice Roberto Barocci, leader del Forum Ambientalista – Regione e Arpat hanno commesso un errore facilmente evitabile».

L’esposto presentato in Procura nasce proprio per «evitare che la Regione Toscana rilasci alla società Scarlino Energia una nuova autorizzazione all’esercizio dei forni senza compiere una verifica sul rispetto o meno delle condizioni di legge previste per il funzionamento dei forni e delle sue camere di post combustione – recita il documento – Verifica che invece si ritiene doverosa e necessaria ad evitare danni probabili alla salute pubblica». In parole più semplici, l’esposto nasce «dalla consapevolezza che se quell’impianto entrasse ancora in funzione si avrebbero altre emissioni pericolose e cancerogene, poiché le norme non rispettate sono quelle concepite dal legislatore per evitare le emissioni di diossine», dice Barocci, che parla di consapevolezza. È il Cnr di Napoli, ritenuto uno delle massime autorità in materia nel Paese, a dare dati certi che i forni, così come si presentano oggi, non possono garantire il rispetto delle norme in termini di emissioni. Sono troppo piccoli e hanno lo scarico non sulla sommità, ma laterale a metà altezza (il forno ha la forma di una scatola): una conformazione che impedisce lo stazionamento dei fumi di almeno due secondi a 850 gradi in condizioni di controllabilità. Processo necessario per l’abbattimento delle diossine. Un sospetto che il Forum e le altre anime del fronte del No hanno da anni, ma di cui non sono mai riusciti ad avere tabulati precisi. Altrettanto non possono dire le autorità di controllo, dice Barocci. «Nel 2015 era disponibile agli uffici regionali e all’Arpat un elaborato prospettico dei forni presentato dalla Scarlino Energia nella procedura di Via/Aia – si legge nell’esposto – Quindi già nel 2015 era possibile una verifica che sanasse l’errore, anche senza compiere sopralluoghi all’impianto».

Ecco perché per il Forum «l’errore dell’Arpat, che nella sua verifica colloca l’uscita fumi sulla sommità del forno, appare ingiustificabile». Parole finite in Procura insieme a tutti gli altri allegati tecnici necessari. Il Forum è venuto in possesso di questi documenti soltanto di recente, grazie a un procedimento giudiziario in corso presso il Tribunale di Grosseto in cui ha costretto la società a fornire le sezioni quotate (ossia là dove i fumi subiscono l’abbattimento delle diossine) in contraddittorio. Documenti che hanno confermato il sospetto, ora divenuto osservazione in seno alla conferenza dei servizi, accompagnato da un avvertimento alla Regione perché adesso«debitamente informata», provveda a «una verifica molto più attenta di quanto fatto in passato», dice Barocci.

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