Parcheggi sotterranei Caso chiuso: il Tar dà ragione al Comune
Pfm chiedeva oltre 2,3 milioni per la mancata realizzazione delle strutture in via Ximenes, Manetti e piazza De Maria
GROSSETO. Il Comune di Grosseto tira un sospiro di sollievo. Il Tar della Toscana gli ha dato ragione nel ricorso intentato quatto anni fa dalla società Pfm (incaricata da Siena Parcheggi) che chiedeva oltre 2, 3 milioni di risarcimento, al netto di interessi e una rivalutazioni monetaria di quindici anni, per il progetto, mai realizzato, di tre megaparcheggi sotterranei che avrebbero dovuto sorgere in via Manetti, via Ximenes e piazza in De Maria, a ridosso dei bastioni, per ospitare un migliaio di macchine.
Per anni – tra il 2002 e il 2005 – la società Pfm aveva perso tempo e denaro, a Grosseto, dietro a un progetto (più esatto dire un project financing: il privato che interviene, realizza e poi gestisce per rifarsi dell’investimento) mai condotto in porto.
Ora – dopo che nel 2008 c’era stato un primo pronunciamento di natura civile a Grosseto – i giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno messo la parola fine a questo contenzioso che gravava sulla testa del Comune.
La Pfm aveva stipulato con la società Siena Parcheggi spa, mandataria dell’Ati costituita tra la stessa Siena Parcheggi, il Monte dei Paschi di Siena e la Gsm, una convenzione relativa al conferimento di un contratto di consulenza per la progettazione e la direzione dei lavori. Con il cambio di governotra centrodestra e centrosinistra (Bellettini-Bonifazi) la proposta progettuale era stata definitivamente accantonata.
Il Comune di Grosseto, secondo gli accordi, avrebbe invece dovuto valutare la fattibilità della proposta, dichiararne il pubblico interesse e poi indire una gara per procedere all’aggiudicazione della concessione mediante una procedura negoziata. Così non andò. L’idea di costruire i tre megaparcheggi fin dall’inizio aveva spaccato la città. Il centrosinistra si era subito dichiarato contrario alle opere e anche nella giunta di centrodestra (durante il secondo mandato Antichi) si erano create delle divergenze.
Nei giorni scorsi sulla vicenda è stata messa la parola fine. Ricorso non ammissibile.
I giudici dovevano accertare eventuali responsabilità precontrattuali ed extracontrattuali del Comune di Grosseto nei confronti della società ricorrente. Responsabilità che, in estrema sintesi, consistevano – secondo la Pfm – nell’inerzia dell’amministrazione, la quale aveva di fatto impedito il passaggio alle fasi successive del procedimento per l’affidamento del project financing e per la realizzazione dei parcheggi in silos.
Alla fine il ricorso è stato dichiarato inammissibile (e comunque infondato) per la mancata notifica alla società Siena Parcheggi, solo lei titolata a ricorrere. Non esistevano infatti rapporti diretti tra la Pfm e il Comune di Grosseto, «circostanza quest’ultima che dimostra – scrivono i giudici – come l’azione di responsabilità è stata proposta in via surrogatoria rispetto all’ati, dopo aver sottoscritto un contratto di consulenza, e quindi di natura privatistica, con la società Siena Parcheggi». Ma tutto questo non è previsto. Non è ammesso.
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