Il presidio
«Un maestro e un innovatore con lui eravamo una famiglia»
GROSSETO. Pier Giorgio Londini, primario di Ortopedia all’ospedale di Grosseto fino al luglio 2017, è stato uno di quei medici che da giovane ha lavorato fianco a fianco - con entusiasmo - con...
GROSSETO. Pier Giorgio Londini, primario di Ortopedia all’ospedale di Grosseto fino al luglio 2017, è stato uno di quei medici che da giovane ha lavorato fianco a fianco - con entusiasmo - con Mazzarri e ne ha raccolto le redini alla guida del reparto.
Londini ha accolto con profondo dispiacere la notizia della morte del professore e in questi giorni è stato vicino alla famiglia informandosi sulle condizioni di salute, dopo il malore risalente a un mese fa.
«Mazzarri – ricorda Londini, che ha iniziato come assistente quando aveva circa 25 anni - ha portato in reparto innovazioni importanti per quei tempi. Eravamo 5/6 assistenti giovani, all’epoca. Grazie a lui il reparto è migliorato nelle tecniche e metodologie ortopediche e traumatologiche, e ha iniziato a operare le ernie al disco. Nei rapporti umani – continua Londini – Mazzarri era una persona ottima, eravamo tutti una grande famiglia. Lavoravamo bene insieme».
Dolore e commozione arrivano anche da Nando Ciani, altro ortopedico del Misericordia, che ha avuto con Mazzarri un rapporto professionale intenso e di stima reciproca. È originario di Frascati, vive e lavora al Misericordia. In Maremma iniziò come tirocinante. «Venni nell’80 a Grosseto – racconta Ciani – e conobbi Mazzarri: era un signore, un maestro che infondeva sicurezza a chi gli stava vicino, anche a me in sala operatoria. Mi sentivo al riparo e al sicuro grazie a lui, idem gli altri. All’epoca – dice Ciani - facevo la specialità a Siena e il tirocinante. L’ultimo tirocinio post lauream che ci abilita al reparto di ortopedia lo svolsi a Grosseto: venni da Frascati. Lavorammo fianco a fianco, poi andai a Piombino e nel 2005 di nuovo a Grosseto. Il nostro – spiega Ciani – era un “famiglione”. Lui ci ha tirato su fin dall’inizio, ha portato qualcosa di nuovo a Grosseto. Gli stessi colleghi più anziani che c’erano prima di me l’hanno sempre ricordato come un maestro che ha rinnovato il reparto. Siamo stati sempre uniti, grazie a lui. Un signore nel mestiere e nei modi, una persona squisita che sapeva intrattenere rapporti con tutti, con cordialità, naturalezza e modestia. Aveva anche un motto - ricorda Ciani - Mazzarri diceva sempre: “il meglio è il nemico del bene”. Quando facevamo qualsiasi cosa lui ci ripeteva queste parole, intendendo che non dovevamo cercare sempre, per forza e affannosamente il meglio e il massimo, che poi si rischiava di fare “casino”, ma dovevamo cercare di raggiungere il bene. Guarda prima il “bene”, mi diceva, e poi cerca il meglio. Me l’ha detto anche di recente quando l’ho incontrato al pronto soccorso: era una delle sue massime che non ho mai scordato». (el.gi.)
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