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Tuscany, sgombero coatto E la società ricorre al Tar
Orbetello: una ditta incaricata dal Comune libererà il locale dalle attrezzature Intanto i gestori ricorrono alle carte bollate per non perdere la concessione
ORBETELLO. Per il Tuscany Bay, il locale creato da Pino Daniele sul mare di Giannella, siamo all’epilogo che mai nessuno avrebbe immaginato: lo sgombero coattivo. È ciò che ha previsto il comune di Orbetello in una delibera di giunta del 6 giugno per l’ex colonia di proprietà dell’ente lagunare. Ma c’è un capitolo ulteriore che accompagna la chiusa del sipario per lo storico locale: il gestore ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del Comune di rientrare in possesso della concessione demaniale – causa morosità – la cui scadenza era prevista nel 2029; l’amministrazione di Orbetello ha previsto inoltre di aprire un bando per riaffidare la struttura.
Lo sgombero. «Il 30 maggio la Società Tuscany Bay srl che è in liquidazione – si legge nell’ultima delibera – non ha provveduto alla riconsegna dei beni pubblici occupati senza titolo, ma ha permesso solo di prendere visione dei materiali e delle attrezzature presenti nell’immobile». Le attrezzature presenti verranno prelevate da una ditta incaricata dal Comune che le metterà «in deposito o in locali in affitto le cui spese, calcolate in circa 9mila euro, saranno interamente addebitate alla società inadempiente». Si tratta di uno sgombero ritenuto «urgente» tanto da dare incarico al dirigente competente di procedere il prima possibile «a tutti gli atti contrattuali per l’espletamento delle operazioni di sgombero, redigendo un inventario e documentandone anche fotograficamente lo stato». La delibera di giunta è stata notificata anche al liquidatore della società Tuscany Bay.
Il ricorso al Tar. A ottobre 2017 la società Tuscany Bay venne diffidata e messa in mora per il mancato pagamento delle rate relative ai canoni del 2016 e 2017 sia per la concessione demaniale marittima sia per la concessione della struttura comunale; la società a novembre 2017 nominò un liquidatore che chiese al Comune di accettare un piano di rientro degli insoluti. Richiesta che venne accolta alle seguenti condizioni: la presentazione entro 15 giorni (era il novembre 2017) di polizza fideiussoria bancaria a garanzia del saldo del canone 2016, 95mila euro; il pagamento integrale a saldo, in unica soluzione entro il 15 dicembre 2017, del canone residuo 2016 pari a 88mila 500 euro circa; la presentazione entro 30 giorni di polizza fidejussoria bancaria a garanzia della rateizzazione al 2018 del canone 2017 di importo non inferiore a 135mila; il pagamento rateizzato al 2018 del canone annuo 2017 (132mila euro circa). Ad aprile il Comune ha dato il via agli atti per riprendersi la concessione disponendo anche lo sgombero del locale (che non è stato fatto, da qui quello coattivo). Il 29 maggio è stato notificato al Comune il ricorso presentato dalla società Tuscany Bay al Tar per l’annullamento del provvedimento che prevede la decadenza dalla concessione demaniale. ll Comune si è quindi costituito in giudizio affidandosi agli avvocati Nicola Maria Tamburro e Alessia Carretta. Ora è corsa contro il tempo per capire se il T– Bay potrà aprire, in virtù di un affidamento temporaneo che eviterebbe che rimanga chiusa una struttura importante per il territorio.
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