«Troppe moto, abbiamo paura di uscire»
A Bivio di Montorgiali proteste per l’alta velocità dei veicoli. «Nemmeno i telelaser scoraggiano i centauri»
SCANSANO. Bivio di Montorgiali, frazione di Scansano. Ci passa la “strada delle croci”. Tanti i morti che vengono ricordati con croci e fiori al ciglio di una strada resa pericolosissima, soprattutto al cominciare della bella stagione, a causa del passaggio dei motociclisti che transitano in un tratto viario ad alta percorrenza che da Grosseto arriva anche a Saturnia, centro fra i più cliccati dell’entroterra grossetano dal turismo di massa.
La segnalazione della pericolosità della strada arriva da Monica Poggeschi e Azzurra Machetti, madre e figlia che abitano a Montorgiali e che proprio nella giornata di ieri hanno avuto l’ennesimo batticuore: «Mia figlia – racconta Monica – era appena uscita in auto quando mi ha chiamato al telefono. Aveva dovuto gettarsi con la macchina quasi in fossetta, per evitare un centauro che aveva invaso l’altra corsia. Le motociclette dall’inizio dell’estate transitano per questa strada in quantità industriale, soprattutto il sabato e la domenica. Mettere il naso fuori è mettere a repentaglio la vita, perché non solo le moto vanno ad alta velocità, ma invadono l’altra parte della carreggiata senza badare a nulla. Questo sta provocando ormai da anni, incidenti anche mortali testimoniati dalle croci e dai fiori che tutti possono vedere al bordo stradale. Abitiamo qui e abbiamo paura a uscire di casa».
«Io – aggiunge Monica – ogni volta che i miei due figli vanno e vengono da Grosseto, tremo, perché ogni anno capita qualche dramma».
La signora Poggeschi fa presente che nel tratto stradale incriminato, vi sono ben due macchinette laser che dovrebbero cogliere in flagrante chi supera i 50 all’ora e i 70 nel tratto di Chessa. «Ma quelle macchinette – commenta Monica – servono solo a sanzionare noi automobilisti, ma non scoraggiano per nulla i centauri. Sono 20 anni che questo percorso piace tanto ai motociclisti, e sono 20 anni che noi peniamo soprattutto d’estate».
E così ieri, Azzurra, dopo essersi presa una pauraccia con la sua automobile che per un pelo non è stata investita da una moto che aveva occupato tutta l’altra corsia, ha telefonato al 112 per fare presente la situazione: «Ancora spaventata perché si era dovuta gettare sul bordo estremo della carreggiata – racconta Monica – Azzurra non ha visto altro modo per avere giustizia che rivolgersi al 112, ma la voce che ha risposto le ha chiesto se era riuscita a girare un video dell’accaduto. Mi pare una richiesta fuori luogo, perché come fa una persona in condizioni estreme, in automobile e che sta rischiando la vita, a girare un video? Magari video a parte, sarebbe opportuna una sorveglianza capillare su un tratto pericolosissimo, da parte delle forze dell’ordine».
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