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Pugilato, campioni senza ring «Aiutateci a trovare una sede»
Argentario, la società ha bisogno di spazi in cui far crescere i boxeur e lancia un appello alle tre liste «In questi anni ci siamo distinti ottenendo ottimi risultati, ma è difficile andare avanti così»
MONTE ARGENTARIO. Una storia che parte da lontano quella della Pugilistica Argentario che, adesso più che mai, ha bisogno di un ring dove poter far crescere i propri boxeur.
Gli ultimi eventi organizzati dalla rifondata società argentarina, grazie all’impegnativo quanto passionale lavoro di Francesco Fiorelli, Alessandro Solari e Fabio Troiani, hanno fatto riemergere un vecchio dato: ai giovani pugili di oggi serve una palestra o, quantomeno, un ring dove potersi allenare.
Nella vicina Capalbio Scalo, dove sono state organizzate nei giorni scorsi le finali del campionato regionale light boxe – con i pugili Dante Mariotti e Lucia Rosa Pennisi qualificati per le nazionali e con un testimonial d’eccezione come il campione del mondo Giacobbe Fragomeni – Fiorelli e soci sono riusciti, grazie all’apporto della Polisportiva, a crearne uno.
Necessario, però, anche uno spazio a Porto Santo Stefano, dove la Pugilistica svolge la sua attività principale.
«Leggendo un vecchio articolo di giornale datato novembre 1955 – dicono i tre fondatori –, si percepiva il disagio che già in quel periodo stava attraversando l’allora società Pugilistica Argentario, a causa della mancanza di una struttura idonea alla pratica del pugilato. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti fino ad allora e un buon vivaio di ragazzi, di lì a poco quel disagio fu determinante nella decisione di chiudere definitivamente la società».
Oggi come allora, a distanza di oltre sessant’anni, l’attuale società Pugilistica Argentario, rifondata nel 2013, sta rivivendo lo stesso disagio che sicuramente non favorisce lo sviluppo di questo che è uno sport olimpico, già di per sé impegnativo. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti finora risulta sempre più difficile andare avanti e attirare l’attenzione dei giovani in questa disciplina, che richiede grandi sacrifici. La necessità di un ring, per una società che si sta allenando nella palestra delle scuole elementari, è dunque diventata una priorità per proseguire il percorso di crescita.
«Non si può immaginare un corso di tennis, una scuola calcio, di volley, basket o pallanuoto senza i relativi campi da gioco – puntualizzano – Allo stesso modo è impensabile avviare un giovane alla pratica del pugilato senza un ring. In questi anni la Pugilistica Argentario si è distinta ottenendo ottimi risultati, conquistando grazie ai propri atleti numerosi titoli regionali, interregionali e nazionali, e impegnandosi nel sociale tenendo corsi di anti-aggressione femminile e anti-bullismo nelle scuole della provincia. Non meno importante è stata la partecipazione attiva nell’organizzazione di importanti eventi a livello nazionale, che hanno portato sul promontorio volti noti dello sport e dello spettacolo attirando numerosi appassionati, perché anche lo sport diventa un valore aggiunto per un territorio prevalentemente turistico».
Il tutto riparte dalla storia, lanciando anche un appello per le tre liste impegnate nella campagna elettorale.
«Stiamo portando avanti da oltre quattro anni un lavoro di ricerca certosino – affermano Fiorelli, Solari e Troiani – per riportare alla luce la storia pugilistica di Monte Argentario, ingiustamente dimenticata sin dal 1933. Siamo in possesso di prezioso materiale che a breve sarà depositato ed esposto al museo storico nazionale dello sport a Roma. Ricordando che la pugilistica argentario è una delle poche società federali del promontorio, la speranza è che chi di dovere si impegni per cercare di trovare una soluzione idonea affinché la storia non si ripeta con lo stesso epilogo di più di sessant’anni fa».
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