Il Tirreno

Grosseto

Collezione Luzzetti Polemica sui meriti di Comune e Atlante

Collezione Luzzetti Polemica sui meriti di Comune e Atlante

Tornusciolo (CasaPound) punzecchia l’amministrazione Il sindaco e Viola Lamioni replicano «Piena collaborazione»

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GROSSETO. Di chi sono i meriti di aver trovato i finanziamenti per ospitare a Grosseto la Collezione Luzzetti? Lo chiede il consigliere comunale del partito neofascista CasaPound Gino Tornusciolo (gruppo misto) che plaude alla «ottima iniziativa», ringrazia l’antiquario Gianfranco Luzzetti che ha donato le opere ma pone anche degli interrogativi.

«Come mai – chiede Tornusciolo – per riuscire ad accedere al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze si è reso necessario l’intervento da parte di un ente di diritto privato come la Fondazione Atlante?», nonostante il Comune abbia un consigliere nel cda della Fondazione? E, se non fosse intervenuta la Fondazione Atlante, l’amministrazione comunale sarebbe stata capace di intercettare il finanziamento?

Sul piatto ci sono i 450mila euro che la Fondazione Atlante ha ribadito con orgoglio di aver intercettato da sola, a cui si aggiungono 100mila euro che Fondazione Grosseto Cultura ha ricevuto dalla Presidenza del consiglio dei ministri. Forte del lauto finanziamento, la Fondazione Atlante si appresta, dice Tornusciolo, ad essere capofila, «curando da sola la realizzazione del progetto, gestendo interamente le risorse e le gare d’appalto». In più, «a capo di Grosseto Cultura, facente parte dell’associazione temporanea d’impresa per la realizzazione della Pinacoteca, c’è l’architetto Giovanni Tombari, fratello minore del direttore della Fondazione CR di Firenze Umberto Tombari. Si tratta quindi di contatti diretti affatto irrilevanti, che ci esortano a porci qualche interrogativo sulle dichiarazioni di Fondazione Atlante che rivendica il pieno successo di tutta l’operazione».

Agli interrogativi di Tornusciolo rispondono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la presidente della Fondazione Atlante Viola Lamioni.

«La collezione Luzzetti a Grosseto è uno dei successi più grandi di questa amministrazione», rivendica il sindaco. «Il Comune – prosegue – avrebbe in ogni caso portato le opere di Luzzetti a Grosseto perché frutto di un accordo con il grande collezionista: questo è un merito tutto nostro, nato dalla nostra capacità di relazione, dalla nostra tenacia, dalla passione che abbiamo messo nel convincere Luzzetti di quanto tenessimo al suo dono». Quanto ai meriti di Fondazione Atlante, il sindaco li riconosce appieno: «Senza la Fondazione Atlante, che conosceva il bando sui progetti strategici che ha commissionato il progetto preliminare, non saremmo stati beneficiari del contributo di 450mila euro» e «il Comune avrebbe dovuto provvedere con risorse proprie. Gino Tornusciolo ci pare parlare a sproposito e inseguendo una polemica che è fuori luogo e, ancor peggio, fondata sul nulla».

Viola Lamioni torna a spiegare che la Fondazione ha individuato il bando per i progetti strategici, commissionato il progetto preliminare indispensabile per richiedere il contributo, inoltrato il progetto alla Soprintendenza e ottenuto il parere positivo. «Tutto questo – dice – crediamo chiarisca in maniera inconfutabile che senza il nostro apporto sarebbero venuti a mancare i 450mila euro dell’Ente Cassa, fermo restando l’impegno dell’amministrazione comunale che ha fortemente voluto tali opere e che sicuramente avrebbe ottemperato al costo motu proprio». Lamioni sottolinea anche «la costante collaborazione con il Comune» nella figura del vicesindaco Luca Agresti e del componente del comitato di indirizzo Alfonso De Pietro, così come anche la fase di realizzazione dell’opera che sarà seguita da un comitato di garanzia con la presenza dei rappresentanti del Comune, della Fondazione Grosseto Cultura e della Fondazione Atlante.

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