Il Tirreno

Grosseto

Sprint dai voli di linea con Berna Seam sogna l’aumento di capitale

di Giovanna Mezzana
Sprint dai voli di linea con Berna Seam sogna l’aumento di capitale

Via libera al bilancio 2017: «Il migliore nella storia dell’aeroporto». Triplicato il numero dei passeggeri. Il Comune preme per rientrare nell’assetto societario, spunta l’ipotesi dell’emissione di nuove azioni

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GROSSETO. Non si arresta l’effetto Svizzera che ha aperto nuovi orizzonti sotto i cieli della Maremma. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna insiste: vuole ri-acquistare la quota che il Comune possedeva in seno a Seam – la società che gestisce lo scalo civile di via Orcagna – e che venne ceduta dalla giunta di Emilio Bonifazi sotto la Spada di Damocle della Riforma Madia. Ma perché un “acquirente” diventi da potenziale a reale serve un “venditore”. E se quest’ultimo non si facesse avanti? Se nessuno degli attuali soci di Seam fosse disposto a cedere tutta o parte delle propria quota al comune di Grosseto? «Si potrebbe anche valutare – azzarda Tommaso Francalanci, presidente di Seam – un aumento di capitale. Così ci sarebbero risorse fresche per migliorare la pista e magari per farne una seconda».

Oggi la compagine sociale di Seam è così ridistribuita: la quota maggioritaria, il 35,2%, è in mano a Ilca srl, che rientra nella costellazione di una società di Cipro che, a sua volta, fa capo alla Novaport Italia, società satellite della corporation Aeon di un magnate russo e che nella patria di Putin gestisce dodici aeroporti; la Provincia ne detiene il 25,2%; poi ci sono le banche: Cassa di Risparmio di Firenze e Popolare di Vicenza ne “controllano” entrambe una quota pari al 10%; la Regione Toscana il 7%; il 5,4% la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, al cui presidente Riccardo Breda Seam riconosce di aver svolto un ruolo preponderante – «di vicinanza e di supporto» – per l’ottenimento del risultato nella “partita Berna”; infine ci sono soci con partecipazioni inferiori al 5% per il rimanente 7%. Insomma, resta in piedi sia l’opzione A della possibile cessione da parte di uno o più soci di quote, che il piano B, quello dell’aumento di capitale.

Pensa insomma in grande Francalanci, un po’ spinto dal pragmatismo entusiasta di Vivarelli Colonna – a cui Seam riconosce il merito della “persuasione morale” esercitata nei confronti dell’Aeronautica Militare, che ha detto (straordinariamente) sì ai voli di linea Berna-Grosseto della Skywork Airlines– e un po’ inorgoglito dalle performance societarie dell’ultimo anno.

Lunedì si è riunita l’assemblea ordinaria dei soci Seam che ha approvato il bilancio d’esercizio 2017: «Il migliore in assoluto nella storia della società», si legge in una nota. Nel 2017 è raddoppiato l’utile d’esercizio rispetto all’anno precedente, che sfiora 150mila euro (a valle delle imposte): si tratta di un tesoretto micro, ma Seam opera in un settore in cui il segno “più” è già un tripudio; più che triplicato, poi, è il numero dei passeggeri che passano da quota 3.144 del 2016 a 10.762 del 2017. L’assemblea dei soci ha anche fatto il punto sul numero dei movimenti autorizzati per il 2018; i 1.450 che Seam aveva già in pancia non sarebbero stati sufficientemente capienti per accogliere la nuova linea Berna-Grosseto, tant’è che per il 2018 sono 1.700, «con verifica entro fine anno – si legge in una nota di Seam – sulla base di una proposta di fattibilità avanzata dalla società e di una valutazione di compatibilità con le esigenze del 4° Stormo». Non dimentichiamoci, del resto, che lo scalo civile sorge “accanto” ad una base militare. Tant’è che la Forza Azzurra ha concesso una deroga sperimentale e a tempo determinato (da maggio a ottobre). «Siamo consapevoli – osserva il presidente della Cdc Riccardo Breda – che il volo di linea con Berna non possa essere la panacea di tutti i mali, ma è un punto di partenza. E,soprattutto, la vicenda testimonia che quando si fa sinergia il risultato arriva. Teniamolo ad esempio».

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