Il presidio
«Nessun intervento indebito da parte di Moreno Canuti»
GROSSETO. Rispecchiano sostanzialmente le tesi difensive (avvocati Domenico Rechichi, Neri Pinucci ed Enrico Amante) esposte anche durante l’arringa le motivazioni adesso depositate dell’assoluzione...
GROSSETO. Rispecchiano sostanzialmente le tesi difensive (avvocati Domenico Rechichi, Neri Pinucci ed Enrico Amante) esposte anche durante l’arringa le motivazioni adesso depositate dell’assoluzione dell’ex assessore Moreno Canuti e del professor Gianfranco Gorelli, finiti sotto processo davanti collegio per un’ipotesi di corruzione relativa ai presunti favoritismi per la scelta dello stesso Gorelli e dei componenti del suo staff in cambio, secondo l’accusa, di un intervento a favore di un terreno dei suoceri dell’assessore a Batignano (2007-2009).
Quattro i cardini per i quali i giudici ritengono di escludere la sussistenza delle accuse: «È acclarata l’inesistenza giuridica del preteso atto destinato a mutare la destinazione dei terreni in oggetto, in effetti mai realizzata - vi si legge - Non vi sono elementi che attestino l’indebito intervento di Canuti nella scelta del professionista preposto alla redazione dei nuovi strumenti urbanistici. Difetta qualsiasi prova dell’intervenuto accordo corruttivo tra i coimputati. Non può essere ritenuto illegittimo il procedimento di individuazione del tecnico incaricato della revisione/redazione degli strumenti anzidetti».
Perché la fase preparatoria aveva sì prodotto delle bozze ma «l’unanime giurisprudenza amministrativa esclude qualsiasi valore giuridico a tali elaborati progettuali». Perché la destinazione agricola dei fondi di proprietà dei suoceri di Canuti «rimaneva immutata, non ricavando l’imputato alcuna utilitas». Nessuna ingerenza dell’assessore nella nomina di Gorelli: «Era compito spettante ai tecnici», un iter il cui esito «veniva proposto alla giunta comunale per la ratifica». Fondamentali per i giudici le testimonianze dei dirigente Marco De Bianchi, Rossana Chionsini e Franco Tarsi e dell’ex sindaco Emilio Bonifazi: tutti hanno escluso «di aver ricevuto pressioni o assistito a interventi di Canuti per orientare la scelta su Gorelli a discapito di altri professionisti». Inapplicabile il Codice degli appalti nella nomina di Gorelli. (p.s.)
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