Il Tirreno

Grosseto

Muore dopo quattro giorni di agonia

di Francesca Gori
Muore dopo quattro giorni di agonia

Andrea Serrotti non ce l’ha fatta: era in coma irreversibile dopo il terribile incidente sul lavoro. Si sarebbe sposato a settembre

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GROSSETO. Lo scoppio del coperchio del vaso di espansione era stato violentissimo. Ma la speranza dei familiari di Andrea Serrotti, della sua fidanzata, dei suoi amici e dei dipendenti della Fam era quella che le sue ferite in qualche modo potessero guarire.

Per quattro giorni molti di loro hanno voluto allontanare da sé l’idea che quel ragazzo che era il sorriso fatto persona, se ne potesse andare. Sapevano che le condizioni del trentenne erano gravissime, che da quando era uscito dalla sala operatoria i medici avevano parlato di coma irreversibile ma, come si fa quando si ragiona su cose che sono più grandi di noi e che riguardano coloro ai quali vogliamo bene, l’idea della morte l’avevano messa tutti da parte. Ricacciata in un angolino dal quale non sarebbe dovuta uscire.

È per questo che ieri pomeriggio, tra gli amici del ragazzo, nell’azienda dove è successa venerdì mattina la tragedia, il tempo si è fermato. Congelato in un dolore che si sente solo quando una fabbrica non è solo il posto di lavoro ma diventa una famiglia. L’amministratore dell’azienda, il giorno della tragedia, non si è mossa dal capezzale del trentenne. Era un suo dipendente ma era soprattutto il più caro amico del nipote della donna, che lavora anche lui alla Fam.

Andrea venerdì mattina stava svolgendo una mansione che aveva fatto altre mille volte. Diplomato al liceo linguistico, il trentenne lavorava da anni per l’azienda di installazione piscine, una delle realtà più solide della provincia. I titolari della Fam, venerdì sono corsi alle Scotte di Siena e sono rimasti per tutto il giorno al capezzale del ragazzo. Le ferite che aveva riportato al volto e alla testa erano gravissime e le speranze che riuscisse a vincere quella battaglia ingaggiata una volta uscito dalla sala operatoria non erano molte. Nessuno però ha voluto mettere da parte le speranze e rassegnarsi a una perdita così grave. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro, che aveva già fatto sequestrare il macchinario con il quale stava lavorando Serrotti iscrivendo nel registro degli indagati il nome dell’amministratore della società, assistito dall’avvocato Roberto Baccheschi, ieri ha dato l’incarico a Matteo Benvenuti della medicina legale di Siena che effettuerà probabilmente già oggi pomeriggio l’autopsia sul corpo del ragazzo.

Chi lo ha conosciuto da piccolo, chi lo ricorda già grandicello, negli anni belli del liceo Rosmini, chi invece lo ha incontrato più tardi: ieri a Grosseto, per quella croce bianca sporcata dal sangue di un altro lavoratore, c’erano soltanto lacrime e un dolore sordo. Andrea si sarebbe sposato l’8 settembre. Aveva già deciso la data. Avrebbe coronato il suo sogno d’amore e avrebbe cominciato la sua vita insieme alla sua fidanzata. I suoi sogni si sono spenti venerdì, nemmeno venti giorni dopo il suo compleanno. «Era spontaneo - ricorda una compagna di scuola - Era il classico bravo ragazzo, il sorriso fatto persona. A scuola mi faceva morire dal ridere: mi porterò sempre il suo ricordo nel cuore». Un pensiero, quello dell’ex compagna di scuola che ieri è stato condiviso da tantissimi amici e conoscenti, da tutti quelli che anche solo una volta avevano incrociato il suo sorriso.



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