Il Tirreno

Grosseto

Gessi rossi e piana del Casone I sindacati dalla parte dei lavoratori

Gessi rossi e piana del Casone I sindacati dalla parte dei lavoratori

SCARLINOIl dibattito pubblico nato per discutere del ripristino delle cave di Gavorrano con il materiale di scarto prodotto dalla Venator; la campagna elettorale che tanto sta puntando sulla...

2 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO
Il dibattito pubblico nato per discutere del ripristino delle cave di Gavorrano con il materiale di scarto prodotto dalla Venator; la campagna elettorale che tanto sta puntando sulla questione gessi rossi; i comitati ambientalisti che da tempo puntano il dito contro l’azienda e, soprattutto, la pubblicazione della relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui reati connessi al ciclo dei rifiuti. Sono tanti gli argomenti che girano intorno al polo industriale di Scarlino e oggi, a questi, si aggiunge anche la posizione delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e delle rispettive federazioni dei chimici, Filcem Femca e Uilcem, che si sono riunite per fare il punto sulla situazione. Dal confronto, dicono «È emersa la valenza economica, non solo il Pil prodotto ma anche la forza lavoro, che il polo ha nella provincia di Grosseto». . «Il polo chimico – continuano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – è una realtà di interesse primario. Riteniamo che non possa esistere uno sviluppo economico in grado di garantire dignità sociale ai grossetani senza industria. Questo anche considerando che il tasso di disoccupazione della nostra provincia è tra i più elevati della Regione e i pochi elementi dinamici nel mercato del lavoro sono rappresentati solo dalla stagionalità del territorio. Pretendiamo, oltre alla chiarezza e la sicurezza dei posti di lavoro, anche il totale rispetto delle norme ambientali a tutela dei lavoratori e dei cittadini».

Secondo i sindacati la bonifica delle falde non avrebbe fatto registrare grandi passi avanti. Per questo le aziende interessate dovrebbero fare di più e in fretta. «Siamo preoccupati per le notizie che apprendiamo tutti i giorni a mezzo stampa e tramite social – dicono – molte delle quali sembrano più che altro strumentali, e che creano allarmismo e preoccupazione tra i lavoratori e tra gli abitanti». Per far chiarezza servono nuovi riscontri, anche alla luce degli elementi introdotti dalla Commissione Parlamentare: «Le analisi sono un punto imprescindibile: saremmo noi – continuano i sindacati – qualora ci fossero violazioni sulle analisi delle misurazioni, i primi a denunciare la cosa. Non si può però non cogliere l’accanimento di alcuni sistemaci interventi. L’economia della provincia di Grosseto – concludono i sindacati – non può essere legata a un singolo settore produttivo. Utilizzeremo tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per contribuire a portare avanti questo indispensabile progetto strategico. Per questo chiediamo che ognuno faccia la propria parte: le aziende rispettando le normative imposte e la Regione Toscana e gli enti competenti non rimanendo indifferenti al rischio che comporta il continuo screditamento del polo industriale». (g.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web