Il Tirreno

Grosseto

Ex consigliere nei guai per la storia con la candidata

di Francesca Gori
Ex consigliere nei guai per la storia con la candidata

Erano in lista insieme e hanno avuto per un periodo una relazione extraconiugale La donna lo ha denunciato per stalking e rapina: domani l’udienza preliminare

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GROSSETO. Nella primavera del 2016, quando la campagna elettorale impazzava in città, la passione tra due componenti di una lista era già scoppiata da qualche mese. Fino ad allora, di problemi, non ce ne sarebbero stati molti nonostante che l’uomo fosse sposato ma a maggio, prima delle elezioni, sarebbero comparse, almeno a detta della donna, le prime avvisaglie di quello che sarebbe stato l’epilogo della loro relazione che domani mattina arriverà nell’aula del giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna che dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio l’uomo.

I due hanno avuto una relazione che sarebbe durata dal novembre del 2015 al gennaio del 2017 e che sarebbe stata interrotta dalla ragazza dopo l’ennesima scenata subita. Dai racconti della ragazza, almeno a partire dal maggio del 2016, la relazione tra i due sarebbe stata una sequenza di alti e bassi: il sostituto procuratore Marco Nassi, che ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, difeso dagli avvocati Carlo Valle e Simona Brizzi, per i reati di stalking, rapina e violenza privata. Era maggio quando la ragazza (assistita dall’avvocato Roberto Baccheschi) si sarebbe trovata chiusa in una stanza, dopo che il politico aveva messo il chiavistello alla porta per non farla uscire: l’aveva offesa, chiamandola anche «malata di mente». E anche in altre occasioni le avrebbe urlato parole come pazza e rovina famiglie. Parole che secondo l’accusa avrebbe pronunciato più volte anche durante la loro relazione e che l’uomo, che ha 55 anni, avrebbe ripetuto anche davanti ai soci e ai collaboratori della ragazza ai quali raccontava che era poco lucida, esasperata, inadeguata e che assumeva sostanze stupefacenti, e che per questo avrebbe potuto tenere comportamenti pericolosi, consigliando ai soci di licenziarsi e di abbandonarla al sicuro fallimento della sua azienda.

In un’occasione la ragazza aveva anche chiamato la polizia, perché l’uomo dopo essersi affacciato nel suo ufficio in compagnia di un amico che aveva avuto qualche problema con la giustizia per violenza sessuale, si era messo seduto al bar davanti al posto di lavoro della donna. Il pm ha contestato all’uomo anche il reato di rapina per aver strappato dalle mani della donna il suo cellulare e chiudersi poi nel suo ufficio, per poter cancellare i messaggi e le foto che avrebbero potuto creare qualche problema alla sua vita familiare.

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