Meteo
Spariti 23mila euro Sotto processo l’amministratore
Ipotesi di appropriazione indebita ai danni di un condominio dopo che una ditta edile non era stata saldata per i lavori fatti
FOLLONICA. In cassa mancavano 23mila euro e spiccioli. Se ne era accorto l’amministratore del condominio che aveva ereditato dal predecessore gli oneri della gestione: c’era una ditta che reclamava il pagamento dei lavori effettuati e che aveva ricevuto solamente una parte di quanto era stato pattuito.
Così Renato Santini, follonichese di 75 anni, è finito sotto processo per l’ipotesi di appropriazione indebita. Di fronte al giudice Giovanni Puliatti c’era il caso del condominio di via Atene 4/6 a Follonica, dove nel corso dei mesi precedenti (i fatti sono del giugno 2015) erano stati effettuati lavori di manutenzione ordinaria e di consolidamento di un portico. Ai 23mila euro conteggiati dalla Procura per questo oggetto specifico si aggiungono nell’imputazione altre cifre (per utenze di acquedotto di altri condomini amministrati): il totale è di circa 28mila euro. Tutto denaro che, secondo l’imputazione, sarebbe stato versato dai condomini e non era stato trovato dal nuovo amministratore. «Ma c’erano anche condomini che non pagavano», ha detto tra l’altro la figlia di Santini, che per qualche tempo aveva collaborato nell’amministrazione e che ha risposto alle domande dell’avvocato Sara Malossi. E ne ha ricordato alcuni nomi. Sentito in aula anche il titolare dell’impresa edile che aveva eseguito i lavori e che aveva reclamato il pagamento fino a rivolgersi a un avvocato: «Abbiamo poi trovato un accordo con il condominio, non abbiamo avuto tutta la cifra» per lavori che si aggiravano sui 150mila euro. L’impresario ha anche fornito, a memoria, i dettagli dei lavori effettuati, sia in proprio sia da una ditta specializzata cui si era appoggiato. Non era stata saldata nemmeno l’architetta, anche lei sentita in aula, che aveva diretto i lavori e che secondo l’imputazione avrebbe dovuto avere 5mila euro.
Anche il nuovo amministratore è salito sul banco dei testimoni. Ha ripercorso i fatti e i motivi per i quali si era rivolto all’autorità giudiziaria. Il condominio è parte civile con l’avvocato Eva Collavoli. Dovranno essere sentiti altri testimoni, portati dalla difesa: il processo è stato aggiornato a novembre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
