Il Tirreno

Grosseto

il premio/ALUNNO DELLA SANT’ANNA A L’AQUILA 

Il sogno di Gabriele conquista il Serra Club

Il sogno di Gabriele conquista il Serra Club

Gabriele Picchi ha 11 anni e frequenta la 5ª A della scuola Sant’Anna di Grosseto: ha vinto il primo premio del concorso scolastico nazionale promosso dal Serra Club International (sezione scuola...

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Gabriele Picchi ha 11 anni e frequenta la 5ª A della scuola Sant’Anna di Grosseto: ha vinto il primo premio del concorso scolastico nazionale promosso dal Serra Club International (sezione scuola primaria) ed è stato premiato a L’Aquila. Alla domanda, tema del concorso, “Cosa vorresti fare da grande?” Gabriele ha risposto con questo elaborato giudicato dalla commissione “originale e spiritoso”.

* * *Il mio sogno è fare l’attore. Questo, tra tutti i miei desideri, è il più grande e per realizzarlo sto seguendo un corso di teatro. A teatro mi diverto sempre moltissimo e mi sono fatto tanti amici: insieme facciamo esercizi di respirazione, leggiamo alcuni testi e proviamo ad interpretarli. Alla fine dell’anno realizziamo uno spettacolo ed in questo particolare periodo seguire le lezioni mi appassiona ancora di più, perché il tempo dedicato alla recitazione vera e propria è più lungo. Io adoro recitare! Quando sono sul palco non sono solo Gabriele, un bambino di dieci anni con una vita normale. Posso diventare chiunque io voglia e vivere ogni genere di avventura. Secondo me, riesco a trasmettere il mio entusiasmo a chi mi guarda. La mia mamma mi dice sempre che quando io recito, tutta la sala si illumina di una luce che proviene da me. Lo dirà anche perché è la mia mamma, ma a me alcune volte piace crederlo! Io penso che questo sia un lavoro che possa rendere felici sia me sia le altre persone. Infatti, gli spettatori di un film o di uno spettacolo teatrale, stanchi per via della giornata appena conclusa, possono trovare conforto ridendo ad una battuta o versando qualche lacrima insieme al loro eroe preferito e riuscendo così a “staccare la spina”. Inoltre recitare può diventare in alcuni casi anche un’occasione per fare del bene. Una volta la mia mamma mi ha detto che ero stato invitato in un altro gruppo del teatro, dove recitano anche bambini disabili. In realtà sono ancora troppo piccolo e non ho potuto accettare l’offerta. Un po’ mi è dispiaciuto, anche perché così avrei potuto aiutare questi nuovi amici meno fortunati di me. Spero che il giorno in cui potrò andarci giunga presto, perché io sono qui che lo aspetto. Ho trovato scritta su un cartello di un museo una frase che mi ha fatto riflettere molto, perché esprime le sensazioni che secondo me ogni persona prova quando si innamora di una storia: “Una storia ci può far piangere e ridere, spezzare il cuore o farci sentire abbastanza arrabbiati da cambiare il mondo”. Il lavoro che voglio fare da grande è proprio quello di raccontare storie e farò di tutto perché il mio sogno diventi una meravigliosa realtà!».

Gabriele Picchi

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