Il presidio
Galoppo, corse in stand-by a Follonica
Roma rinvia «a data da destinarsi» e per «ritardi autorizzativi» le giornate in agenda. Benini: «Da parte nostra nessun ostacolo»
GROSSETO. A giugno ai Pini si trotterà, come per tradizione: per ora restano fermi ai canapi i cavalli da galoppo che – orfani del Casalone – avrebbero dovuto fare il loro esordio proprio a giugno sulla pista dell’ippodromo di Follonica. E fin qui non c’è nulla di nuovo sotto il sole del Golfo: Silvio Toriello, uno dei soci di Sistema Cavallo, la società che gestisce l’impianto follonichese, aveva annunciato nei giorni scorsi al Tirreno che le quattro giornate di galoppo fissate a Follonica dal calendario del Mipaaf del 24 aprile sarebbero slittate «da giugno a luglio» «per lavori sulla pista». Nuova è la motivazione fornita dal ministero dell’agricoltura – in un decreto del 25 maggio e con cui Roma rimette mano al precedente calendario – per la quale le corse al galoppo a Follonica slittano «a data da destinarsi». Ma andiamo con ordine.
Il decreto Castiglione, il n. 681/2016, prevede il “trasferimento di giornate e montepremi in caso di fusioni o acquisizioni di società ippiche: la società Ippodromo del Casalone e Sistema Cavallo l’8 febbraio hanno siglato una partnership da cui è disceso un «progetto di riorganizzazione» per cui «l’attività di corse al galoppo dell’Ippodromo di Grosseto si intende cessata» (articolo 3, decreto direttoriale n. 20728 del 21 marzo 2018) e montepremi e giornate del Casalone traslocano ai Pini. Stefano Mattii, avvocato del Foro di Fermo, sta predisponendo un ricorso al Tar contro tale trasferimento – tra Roma e Grosseto nei giorni scorsi ha incassato un’ottantina di mandati e procure da parte di fantini, allenatori e aficionados del Casalone – ma questo è un altro capitolo dell’intricata vicenda. Ciò che ora impensierisce il Mondo Cavallo grossetano è (anche) l’ultimo atto del Mipaaf.
Ebbene, nel Dm n. 39102 del 25 maggio si legge che sono rinviate «a data da destinarsi» le giornate di corse di galoppo già inserite in calendario per l’11, 18, 25 e 27 giugno 2018: ma non tanto e non solo per realizzare una pista funzionale al galoppo, quanto «per ritardi autorizzativi da parte delle Amministrazioni locali – si legge nell’atto ministeriale – che non hanno consentito l’inizio dei lavori per la realizzazione della pista di galoppo». Che significa? È ciò che si chiedono da Grosseto fantini, allenatori e proprietari di scuderie: già con il morale sotto le staffe per la notizia dello stop al Casalone, leggono quel decreto come un’ulteriore ipoteca sulla disciplina del galoppo.
Dato che si parla di «amministrazioni locali», Il Tirreno ha sottoposto la questione al sindaco di Follonica Andrea Benini: «È solo una questione di tempi – risponde il primo cittadino – Era impossibile ospitare a giugno le corse al galoppo. Mi risulta che i lavori sulla pista dovrebbero partire la prossima settimana. Da parte dell’amministrazione comunale non è stato sollevato alcuno ostacolo: sarebbe masochistico, sono anni che l’ippodromo dei Pini attende un rilancio». E questa dunque potrebbe essere la chance. A spese del Casalone, però: ma questa è, appunto, un’altra storia e con capitoli ancora da scrivere; per esempio, quello delle carte bollate dell’avvocato marchigiano Mattii.
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