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Caseificio Ciolo, niente esuberi Arrivano gli ammortizzatori

di Fiora Bonelli
Caseificio Ciolo, niente esuberi Arrivano gli ammortizzatori

La chiusura del caseificio Ciolo della Alival gruppo Castelli di Castel del Piano che ha messo in allarme lavoratori, sindacati e comunità anche per la sorte dei 36 lavoratori

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CASTEL DEL PIANO. La chiusura del caseificio Ciolo della Alival gruppo Castelli di Castel del Piano che ha messo in allarme lavoratori, sindacati e comunità anche per la sorte dei 36 lavoratori qui impiegati, ha trovato uno sbocco che mette al sicuro, per lo meno per il momento, i 18 lavoratori in esubero.

Dopo un incontro tenuto il 24 maggio presso la sede di Confindustria Toscana Sud, è la stessa proprietà a dare notizia della soluzione trovata.

«Una crisi di mercato persistente ha fatto temere per la tenuta dell’occupazione nei due stabilimenti grossetani (situati a Castel del Piano e a Cinigiano) della Alival, società specializzata nel settore dei formaggi a pasta filata con sede in provincia di Pistoia, e facente parte del Gruppo Nuova Castelli. Il calo di attività era un dato consolidato, e dopo aver adottato un rigoroso contenimento di ogni costo di struttura, la strada dei tagli al personale pareva l’unica perseguibile».

Così specifica Riccardo Bottura, amministratore delegato di Alival che informa che «l’accordo raggiunto, e approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori, ha consentito di evitare la drastica riduzione di posti di lavoro, mediante il ricorso agli ammortizzatori sociali accompagnato dall’accorpamento di tutto il personale nell’unico stabilimento di Cinigiano, dove è in corso il potenziamento delle attività produttive correnti. Sono felice di aver trovato, nonostante il difficile contesto di mercato, una soluzione condivisa con le parti sociali che miri alla salvaguardia dei posti di lavoro», ha dichiarato Bottura.

Dal canto loro, i sindacati Flai Cgil con Paolo Micci, Fai Cisl con Antonella Biondi e Giuliano Bartoli e Uila Uil con Federico Capponi, entrando nel dettaglio dei risultati dell’incontro, specificano di «aver sottoscritto un contratto di solidarietà per la salvaguardia di 36 posti di lavoro a tempo indeterminato. Con tale accordo – spiegano – Flai, Fai e Uil hanno scongiurato i 18 esuberi individuati nel piano industriale presentato ad aprile scorso dall’azienda. Lo stesso accordo prevede una durata di dodici mesi dal 1 luglio 2018 al 30 giugno 2019 con l’impegno di estenderlo a 36 mesi se necessario. Un risultato importante per i lavoratori – tengono a sottolineare i sindacati – è l’anticipo diretto dell’azienda pari al 100% della parte a carico dell’ente previdenziale».

Soddisfazione anche dei sindacati soprattutto nello scenario di crisi economica in cui si dibatte l’Amiata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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