Il presidio
«C’è una banca che mi aiuta per salvare la mia casa»
GROSSETO. Sandra Pelosi sprizza felicità da tutti i pori. È euforica, perché il suo appello è stato raccolto. Ricordate? Lei è l’imprenditrice senese di nascita e maremmana di adozione che,...
GROSSETO. Sandra Pelosi sprizza felicità da tutti i pori. È euforica, perché il suo appello è stato raccolto. Ricordate? Lei è l’imprenditrice senese di nascita e maremmana di adozione che, gravemente ammalata, aveva tentato il suicidio quando la sua casa di Siena era finita all’asta. L’altra settimana ha lanciato un appello, dopo essere stata ricevuta dal prefetto di Siena, dopo che il suo caso era stato esaminato da Mattarella: «C’è una banca che mi accorda un prestito per tenermi la casa? Restituisco appena il Tribunale mi riconosce le polizze per la causa seguente al mio infortunio», aveva spiegato.
Oggi dice: «C’è una banca che mi vuole dare una mano». Ed è talmente felice Sandra che si affretta a ringraziare l’istituto di credito, Banca Cras, e i responsabili che hanno ritenuto di poter accogliere l’invito. A prescindere dalla formula che verrà adottata e che sarà messa nero su bianco per garantire il denaro necessario, l’imprenditrice dichiara di non poter trattenere la gioia: «Vedo finalmente la fine del tunnel. Non è finito tutto, ci sarà ancora da penare ma almeno vedo la luce». Tante sono le persone che, via via, Sandra Pelosi ha ringraziato nel corso della sua vicenda. Ma adesso crede davvero che sia stato scritto l’epilogo. «Eppure credo che nessuno abbia fatto niente di irregolare nel seguire il mio caso, non credo di aver beneficiato di corsie preferenziali. Credo che tutti abbiano fatto ciò che potevano, e volevano, nel rispetto della legge. È vero: mi sono dovuta agitare, ho dovuto far sentire la mia voce, ho anche fatto un gesto clamoroso. Ma ciò che è stato fatto per me poteva e doveva essere fatto anche per tutti coloro che sono nelle mie condizioni. E questa è una battaglia che voglio ancora combattere». (p.s.)
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