Il Tirreno

Grosseto

Bagnore, Arpat: «Emissioni nei limiti»

di Fiora Bonelli
Bagnore, Arpat: «Emissioni nei limiti»

L’Agenzia toscana rende noti i risultati del monitoraggio 2016 delle centrali, compresi quelli delle sostanze inquinanti 

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AMIATA. Le emissioni dalle centrali geotermiche dell’Amiata – per l’anno 2016 – sono nella norma: lo dice l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, Arpat, che ha reso noto i risultati del monitoraggio delle aree geotermiche toscane per l’anno 2016, secondo la consueta tempistica utilizzata dall’agenzia che fa slittare di un anno la comunicazione di rito su dati per raccogliere i quali occorre, appunto, un anno.

Si tratta, secondo Arpat, di un quadro aggiornato rispetto al rapporto relativo al 2015 caratterizzato dalla messa a regime della nuova centrale geotermoelettrica Bagnore 4.

In Toscana la produzione di energia elettrica tramite la coltivazione dei fluidi geotermici «rappresenta – secondo Arpat – un’importante fonte energetica alternativa, anche in considerazione del fatto che il calore geotermico è utilizzato per usi plurimi, tra cui il teleriscaldamento di abitazioni e serre». Nel 2016 la produzione di circa 5.837 gigawattora, fornita da 36 gruppi geotermoelettrici che ci sono in Toscana, ha coperto quasi il 30,8% del fabbisogno elettrico regionale.

Anche nel 2016, in linea con gli indirizzi con cui la Regione Toscana ha affidato dal 1996 ad Arpat l’incarico di valutare la sostenibilità e la compatibilità ambientale della coltivazione dei fluidi geotermici, l’Agenzia ha monitorato le emissioni delle centrali geotermoelettriche: 17 i controlli svolti nel corso dell’anno, con cui sono state valutate le performance di 11 centrali toscane; in particolare, dettaglia Arpat con focus «sulla zona geotermica del Monte Amiata, soprattutto nel versante grossetano, per monitorare gli effetti dell’entrata a regime della nuova centrale Bagnore 4».

Per quanto riguarda le più significative sostanze inquinanti emesse dalle centrali – idrogeno solforato, mercurio e anidride solforosa – dai controlli effettuati da Arpat emerge che le emissioni sono perfettamente in linea con i valori limite previsti».

I dati rilevati «risultano indicativamente rispettare i valori limite», comunica Arpat, anche per quanto riguarda gli specifici vincoli previsti dagli atti autorizzativi legati alle tre centrali di Bagnore, cioè quelli riguardanti il rispetto dei valori limite di abbattimento dell’ammoniaca e dell’acido solfidrico in ingresso centrale; si tratta di vincoli aggiunti a quelli in comune alle altre centrali, in quanto «la risorsa geotermica nell’area del Monte Amiata versante grossetano è caratterizzata da un’elevata concentrazione di ammoniaca rispetto alle altre aree geotermiche».

Ottime le performance degli impianti Amis (Abbattimento Mercurio Idrogeno Solforato) nel 2016, rivela Arpat: «per tutte le centrali i dati dimostrano abbattimenti ampiamente superiori al 90% per il mercurio e prossimi al 100% per l’acido solfidrico».

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