Il presidio
Scotto attacca Cerulli su Cala Galera
Argentario: nel mirino del candidato a sindaco c’è la concessione alla Marina prolungata al 2050
MONTE ARGENTARIO . La Marina di Cala Galera è di nuovo fronte di battaglie e schermaglie politiche: dentro ma anche fuori il consiglio comunale.
Il piano regolatore di Cala Galera è stato riapprovato nella pubblica assise di venerdì, nel corso della quale è stata annullata la sospensione che era giunta nel consiglio comunale precedente per inciampi burocratici. Dopo la querelle sorta tra maggioranza e opposizione proprio sul piano regolatore – i quattro consiglieri di minoranza hanno deciso di non presentarsi all’ultima assise – adesso è il candidato per la lista “Argentario: il Progetto” Luigi Scotto a criticare l’operato del sindaco sulla rideterminazione della concessione demaniale alla Marina fino al 2050: Scotto prende in esame il periodo dal 2013 ad oggi. «È arrivato il momento che gli argentarini – dice Scotto – abbiano spiegazioni sul prolungamento della concessione fino al 2050. Molte persone, io compreso, ricordano le affermazioni di Arturo Cerulli, in diverse cene con presenti diverse decine di invitati, nelle quali dichiarava di aver ricevuto, per la campagna elettorale del 2013, un contributo di 25mila euro in tre distinti versamenti da membri del consiglio di amministrazione del Marina Cala Galera spa».
Il porto turistico argentarino è, evidentemente, un tema piuttosto caldo in questo periodo che anticipa la tornata elettorale sul Promontorio. «Un altro fatto importante, che è bene che si sappia – continua Scotto – è che il piano regolatore del porto di Cala Galera è stato interamente pagato dal Marina. Il Marina si è fatto carico di predisporre e pagare ciò che avrebbe dovuto essere a carico dell’ente».
Scotto chiede chiarezza. «Crediamo – sottolinea – che un’amministrazione non dovrebbe avere alcun rapporto con una struttura che richiede una proroga di concessione, se non quelli formali e istituzionali da tenere all’interno della struttura comunale. Esigiamo risposte chiare dagli amministratori in questione». Il candidato a sindaco fa un passo indietro: «Non riuscendo a prorogare la concessione – continua – ad un certo punto arriva un parere legale che afferma che all’epoca del rilascio della concessione, anni ‘70, il Marina aveva sbagliato i conti per difetto e, quindi, gli “rideterminiamo” la data di scadenza della concessione allungandola al 2050». «Perché – chiede Scotto – il Consiglio Comunale è stato tenuto fuori da una decisione così importante? Mettendo a gara la concessione i benefici per il territorio sarebbero stati enormi».
Interpellato dal Tirreno su quanto dichiarato da Scotto, il sindaco, ha riferito che al momento non replica.
Andrea Capitani
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