Il presidio
EREDITÀ IMPORTANTE DEVE TORNARE A VIVERE
Questa amministrazione ha raccolto un’eredità importante, quelle delle tante persone che si sono battute perché la memoria della città fabbrica fosse preservata, delle precedenti amministrazioni che...
Questa amministrazione ha raccolto un’eredità importante, quelle delle tante persone che si sono battute perché la memoria della città fabbrica fosse preservata, delle precedenti amministrazioni che hanno prima impostato il lavoro di recupero e poi iniziato l’opera di riqualificazione.
Un recente studio Irpet-Cles sugli impatti dei finanziamenti Piuss ha infatti definito come molto singolare il “caso Follonica” che sia per numero di abitanti che come territorio dimostra una progettualità da grande centro urbano. Consapevoli di questa eredità abbiamo lavorato perché gli obiettivi restassero alti: il teatro e la sua direzione artistica, il museo e le sue iniziative, la biblioteca pubblica, la Fonderia 1 e l’accordo con la Scuola Superiore Normale di Pisa, che si avvierà con le prime iniziative dal prossimo mese di giugno.
Abbiamo quindi concentrato il nostro lavoro sull’avvio di questi importanti spazi. Senza mai trascurare il resto. E lo dimostrano la pulizia dello spazio retrostante la Torre dell’Orologio per ospitare gli Orti urbani, lo dimostrano le iniziative estive disseminate negli spazi aperti dell’area dal Carbonile alla Casa con Torretta, lo dimostrano i tentativi di bandi a cui abbiamo partecipato (Anci Giovani rigenerazioni, bellezza@governo. it, Culturability e Spazi Attivi) e qualche volta anche vinto (vedi quello del Madi).
Abbiamo cercato strumenti nuovi per avviare ulteriori interventi di riqualificazione, ormai non più rinviabili, come l’intervento sulle piazze e la riconnessione con il Parco centrale attraverso l’apertura del varco magonale.
Certo poteva essere fatto di più, si potevano investire molte risorse per il restauro degli edifici, ma i tempi sono molto cambiati e se una volta la Soprintendenza interveniva con prontezza alla messa in sicurezza delle fonderie o del forno San Ferdinando, oggi purtroppo fatica a dare risposte. Nel frattempo abbiamo pensato che la priorità fosse dare senso a questi spazi che ancora molti in città considerano marginali e periferici, se non addirittura pericolosi.
Abbiamo riempito di contenuti perché una comunità si sentisse coinvolta nel processo di rigenerazione e non venisse chiamata solo il giorno dell’inaugurazione.
È vero che molto resta ancora da fare e il convegno vuole proprio guardare a tutto ciò che dobbiamo recuperare consapevoli che questo sforzo deve essere congiunto e deve vedere l’impegno della amministrazione insieme con quello di soprintendenza, Demanio, Regione e Ministero.
Di fondamentale importanza l’aver avviato concretamente il processo di acquisizione dell’Ilva, grazie all’accordo siglato nel gennaio 2017.
Riteniamo strategico attivare nell’area della città fabbrica altre funzioni oltre a quella culturale: la sfida è far pulsare di quotidianità quell’area, facendola vivere grazie anche a funzioni residenziali, commerciali o turistico-recettive. E l’acquisizione è una precondizione importante per realizzare questo disegno.
La sfida è riconnetterla con il resto della città, anche riaccendendo interesse da parte di quei soggetti che un domani saranno i veri fruitori di questo recupero: la scuola, i giovani, le associazioni.
Crediamo che per rigenerare un’area, e non un semplice edificio, ci sia bisogno di un confronto con la città con i suoi operatori economici, con le categorie professionali, con gli studenti e con tutti quelli che vorranno lasciare un loro contributo propositivo.
La costruzione di un progetto così ampio e articolato passa attraverso il complesso lavoro di condivisione, consapevoli che questo processo vada guidato e poi governato.
Il senso del convegno è stato proprio questo: prima guardare a cosa è già stato fatto e a come funziona, quindi interagire con i soggetti che formano il tavolo di valutazione per il processo di acquisizione, poi prendere visione degli spazi attraverso la visita nei luoghi, e alla fine elaborare una serie di proposte e di idee che possano concretamente andare a completare quanto è già stato fatto.
Credo che il convegno abbia potuto rappresentare un bel momento di scambio e di riflessione. Dobbiamo scommettere in questo modello di coinvolgimento dal basso, rappresenta uno degli strumenti più democratici e innovativi che la politica abbia a disposizione.
Sindaco
di Follonica
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