Il Tirreno

Grosseto

«Manovre di potere targate Carroccio»

di Gabriele Baldanzi
«Manovre di potere targate Carroccio»

Assessori, consiglieri, partecipate: la Lega pretende ruoli e poltrone. L’opposizione: «Il sindaco assiste disiniteressato»

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GROSSETO . La Lega sta fagocitando, uno a uno, i consiglieri eletti con le altre forze politiche di maggioranza, pretende ruoli e poltrone e intende condizionare sempre di più la condotta del sindaco Vivarelli Colonna.

È l’effetto Salvini e lo scenario dipinto dall’opposizione stavolta è realistico. La sensazione che si coglie in municipio, che filtra dai rumors, è che il Carroccio stia per montare sopra ai buoi… Nell’ultima settimana si registrano diverse avvisaglie. Innanzitutto toni e contenuti della conferenza stampa con cui la Lega ha presentato l’ingresso nel gruppo del consigliere sovranista Pasquale Virciglio (eletto come indipendente con Forza Italia). Poi la manifestazione delle mire di controllo sulle società partecipate, esplicitata con la volontà del segretario provinciale Andrea Ulmi, di creare consigli di amministrazione anche dove non ci sono, vedi Sistema (società che rappresenta il fiore all’occhiello dell’amministrazione).

Ma non finisce qui. Ci sarebbe la Lega anche dietro il ventilato avvicendamento dell’assessore Fausto Turbanti (espressione della civica Maremma Migliore) per far posto a una donna (si parla di Deborah Coppola). In questo modo, infatti, nella delicata partita delle quote rosa, la Lega (che vanta un nucleo di simpatizzanti nella civica) avrebbe salvo il suo assessore più a rischio, quello non eletto: Giacomo Cerboni. Insomma, un allineamento perfetto.

Se non fosse che si lamentano forti mal di pancia in diversi settori dell’amministrazione, che i toni della Lega (e di Ulmi in particolare) non piacciono, ma soprattutto che il primo cittadino non intende affatto cambiare squadra. Ieri i tre capogruppo di Pd, Lista Mascagni e Passione hanno insistito proprio su questi tasti. «Il sindaco Vivarelli Colonna – scrivono Carlo De Martis, Lorenzo Mascagni e Rinaldo Carlicchi – sembra assistere disinteressato a qualcosa che non è virtuosa espressione di libertà democratica, ma un mero esercizio di potere e pressione politica tutta interna alla maggioranza». Da ricondurre ai diktat leghisti anche l’estromissione dalla maggioranza del consigliere di CasaPound Gino Tornusciolo, che non aveva appoggiato il neodeputato leghista Mario Lolini alle elezioni politiche del 4 marzo. Tira un’ariaccia anche a Sistema, la società in house del Comune, dove la Lega vorrebbe semicommissariare il presidente Mauro Squarcia (in quota Agresti-sindaco) e il direttore Alberto Paolini, non tenendo conto della Legge Madia, né della percezione dei cittadini sul lavoro svolto, che era e resta molto positiva. Si dimentica, infine, che Sistema è già sotto il controllo della Lega attraverso gli assessori Cerboni (Bilancio e Partecipate) e Megale (Lavori pubblici). «Se davvero la giunta è una vera famiglia, come vuole far credere il sindaco – conclude la minoranza di centrosinistra – si rischia la replica del film “Parenti serpenti”».

Il segretario comunale del Pd Leonardo Culicchi interviene invece per commentare le parole del leader di Maremma Migliore, Massimiliano Pepi, che si era detto d’accordo nel “dimettere” l’assessore Turbanti per sostituirlo con una donna, nel rispetto delle quote rosa. «Il problema delle quote rosa nasce dall’errore iniziale nel comporre la giunta ed è buffo che Pepi si preoccupi oggi di cosa potrebbe accadere a settembre, dando praticamente per certo che il sindaco sia in errore. A nostro avviso Turbanti va sostituito se non ha operato bene e non certo per prevenire logiche di spartizione del potere».

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