Il presidio
Il signore delle meridiane coglie l’attimo
Castel del Piano: pasticciere in pensione ha realizzato in giardino un parco del tempo
CASTEL DEL PIANO. “Lenta è l’ora. Veloci gli anni. Carpe diem”. Afferra l’attimo. È questo forse il motto che ha spinto a Castel del Piano Mauro Santella a costruire meridiane. Per vedere attimo per attimo quanto dura un’ora, quanto l’ombra dello gnomone si muove impercettibilmente sul quadrante di una meridiana; oppure quando il sole è perfettamente nell’equinozio di primavera e d’autunno o nei solstizi di estate e di inverno. Lenta è l’ora. E a visitare il giardino e la villa di Santella – per la strada che da Castel del Piano porta verso la montagna – si comprende tutta la piccolezza dell’uomo e la smisurata vastità del cielo coi suoi pianeti e le sue stelle.
E le stelle hanno rubato Mauro alla pasticceria, l’arte e il lavoro che questo “uomo delle meridiane” ha esercitato a lungo. «Una volta in pensione – dice – ho potuto coltivare questa mia passione che avevo fin da bambino, quando guardando il cielo stellato e la luna ebbi forse la prima scintilla che ora mi spinge a raffigurare i moti dei corpi celesti e quelli della terra in queste meridiane, perché “l’ora passa, ma l’opera rimane”». Tant’è che proprio questo motto (“Transit hora, manent opera”) compare nella facciata della sua casa, sopra una meridiana che segna il passaggio delle 4 stagioni e ha al suo fianco dei disegni che raffigurano le quattro fasi dell’anno solare: «Devo ancora terminare i disegni – dice – ma credo che alla fine verrà bene».
Quello di Santella è un “discorso” sul tempo, sulla sua fugacità e il desiderio di fermarlo in un attimo significativo, di seguire l’ombra, che impercettibilmente si muove e varia. Il discorso inizia sulla facciata della sua casa, dove si stabilisce la posizione geografica precisa del luogo in cui ci troviamo (la meridiana segna l’ora di un punto specifico), l’equazione del tempo (Tempus vincit omnia, il tempo vince ogni cosa). Vi campeggia la scritta che compare anche nel duomo di Grosseto: «Come cavalli veloci corre irrimediabilmente il tempo».
Poi un susseguirsi di meridiane colorate e dipinte con somma cura e competenza: ci sono meridiane polari, quelle armillari. Ce n’è una che è stata costruita addirittura per segnare i compleanni di famiglia. E c’è pure quella “zodiacale” che segna l’ingresso del sole nei dodici segni dello zodiaco e va a indicare solstizi e equinozi. «Una meridiana zodiacale – spiega Santella – c’è nella cattedrale di Palermo. È bellissima. D’altra parte le meridiane più belle si trovano proprio nelle chiese e nei conventi». A sostegno di una straordinaria meridiana armillare, nel suo giardino, c’è una base composta da 50 tipi fra sassi e minerali: pirite, cinabro, quarzite: «Le ho raccolte – dice – in tutte le regioni d’Italia che ho visitato, dalle Alpi alla Sicilia». Alla base il motto, in latino “Quando il sole non ci sarà, io, meridiana, non avrò più la mia capacità di segnare il tempo».
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