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Grosseto

«Prestazione sessuale per venti euro»

«Prestazione sessuale per venti euro»

Sfruttamento della prostituzione: parlano i clienti delle ragazze che lavoravano nel centro massaggi

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FOLLONICA. Per pubblicizzare il centro massaggi venivano utilizzate le immagini di giovani cinesi. Ragazze molto belle e poco vestite, come ha raccontato ieri mattina uno dei carabinieri della compagnia di Follonica che a luglio 2013 entrò con i suoi colleghi in quelle stanze, dove fu arrestata la proprietaria Yue Yan Zhou per sfruttamento della prostituzione. «Scusi, ma lei ha mai visto le pubblicità delle auto sportive?», ha chiesto l’avvocato Davide Lera, che difende la quarantaquattrenne cinese, riferendosi alle bellezze sui cartelloni spesso anche in costume. Il collegio (presidente Giovanni Puliatti, giudici Gian Marco De Vicenzi e Beatrice Bechi), pm Giovanni De Marco, hanno ascoltato alcuni testimoni: clienti di quello che sembrava essere un semplice centro per i massaggi orientali ma che in realtà, secondo l’accusa, era una casa di appuntamento. Dove la proprietaria, la “maitresse” come è stata definita in aula l’imputata, stava alla cassa mentre le prestazioni venivano fatte da due giovani donne che lavoravano nel centro.

L’indagine dei carabinieri era partita dopo che su un sito Internet erano comparse le pubblicità del centro. Si chiamava associazione sportiva dilettantistica Viola disciplina orientale e il nome faceva pensare a un centro dove si praticavano arti marziali. In realtà, in quel centro in via Colombo, venivano offerti massaggi al prezzo di 30 euro ciascuno. Con una piccola cifra in più però, le mani delle ragazze toccavano anche le parti intime dei clienti. Prestazioni che sono state raccontate in parte da alcuni clienti che ieri mattina si sono presentati per testimoniare al processo e che hanno mostrato, davanti ai giudici, al pm e agli avvocati, anche un certo imbarazzo.

Imputato al processo anche il marito della donna, che in un primo momento fu soltanto denunciato: ad Hao Hu Cong, difeso dall’avvocato Giovanni Checcacci, è stato contestato lo stesso reato.

I carabinieri avevano seguito il via vai di clienti che entravano nel centro massaggi e per una settimana avevano anche ascoltato le conversazioni telefoniche dei clienti con i due gestori cinesi. Il giorno del blitz nel locale, furono anche sequestrati 430 euro che per i carabinieri erano soldi finiti in cassa per quelle prestazioni sessuali. Ieri mattina, il pm ha rinunciato ad ascoltare altri due carabinieri e l’udienza è stata rinviata a marzo del 2019. (f.g.)

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