Il Tirreno

Grosseto

Ponte sull’Ombrone, lavori fermi

di Gabriele Baldanzi
Ponte sull’Ombrone, lavori fermi

Stop di 45 giorni per non disturbare i nidi di uccelli. L’apertura ad autunno o forse anche più tardi

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GROSSETO. Non è uno scherzo. Per non disturbare i nidi di gruccione e ghiandaia marina sono stati sospesi – per 45 giorni – i lavori nel cantiere milionario di Pian di Barca, ad Alberese. L’attraversamento ciclabile e pedonale sul fiume Ombrone non sarà pronto almeno fino all’autunno (forse addirittura si scavallerà il 2018). Ciclisti, escursionisti e cavalcanti non potranno percorrerlo la prossima estate. La soddisfazione espressa da amministratori e cittadini, al momento della posa della struttura, subisce una doccia fredda. L’obiettivo di giungere alla transitabilità entro luglio non sarà centrato. Un’altra estate persa. A rischio la manifestazione nazionale Fiab che era stata annunciata per ottobre.

Slitta tutto. «Il termine dei lavori – che saranno eseguiti in maniera da non interferire con la riproduzione, la nidificazione e la migrazione delle specie protette e che quindi è subordinato ai tempi e alle esigenze della natura – è fissato a luglio 2018». Così scriveva, profeticamente, il Comune di Grosseto, in una nota del 19 aprile scorso. E la colpa del fermo dei lavori, pare di capire è proprio dell’avifauna che ogni anno in questo periodo sceglie il parco per nidificare.

Cantiere chiuso. Da fine aprile i lavori nel cantiere alla Barca si sono fermati e non potranno riprendere prima di metà giugno. Uno stop imposto dalla “Relazione di incidenza” e dal cosiddetto “Garante della natura”, figura pretesa dal Parco regionale della Maremma nella fase istruttoria della progettazione, già in Conferenza dei servizi. In zona i lavori creerebbero disturbo all’avifauna, in particolare a gruccioni e ghiandaie marine, che si riproducono proprio sulle sponde dell’Ombrone.

Parla Megale. «È così – conferma Riccardo Megale, assessore ai lavori pubblici del capoluogo – i lavori ricadono interamente all’interno di un’area protetta e quindi i tempi di realizzazione dell’opera dipendono, qui più che altrove, anche dai tempi della natura. Più nello specifico, dai tempi di nidificazione di alcune specie di volatili. Il Comune, in conferenza dei servizi, era stato informato che i lavori si sarebbero potuti interrompere per questo motivo. È uno stop, diciamo, non imprevisto, che ci viene imposto e che dobbiamo accettare. Comunque non staremo certo con le mani in mano. Ci dedicheremo a terminare i lavori sulle ciclovie che congiungeranno la stazione di Grosseto con il parco archeologico di Roselle, la costa e il parco dell’Uccellina. Grosseto sarà presto una delle città più bike-friendly d’Italia».

Imprevisti. D’altra parte l’aver messo in sito il nuovo ponte non vuol dire che sia pronto. Lo avevano spiegato bene, un mese fa, i tecnici e l’impresa. Resta molto lavoro da fare: tarature, rampe, pista ciclabile di collegamento sul versante di Grosseto e infine i collaudi. Le piogge e poi l’arrivo, dal 20 aprile, dei gruccioni, ha ulteriormente dilatato i tempi. Il nuovo ponte è una struttura moderna, in acciaio e materiali ecocompatibili, destinata a pedoni, biciclette ma anche ai cavalli, transitabile, in caso di necessità, dai mezzi di soccorso pubblico. I grossetani lo attendono da sempre.

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