Il Tirreno

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il dibattito politico 

«Un invaso idrico alla Bartolina»

«Un invaso idrico alla Bartolina»

La proposta di FdI in Regione. Comitati e partiti contro lo stoccaggio

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GAVORRANO. Fermare immediatamente il conferimento dei gessi rossi a piè di fabbrica e nella ex cava di quarzite a Montioni nell’interesse della salute pubblica: a fare questa richiesta ai sindaci di Follonica e di Scarlino è il movimento SoS Piana del Casone. Dell’argomento si sono poi interessati anche Ettore Chirici di Gente di Follonica, il consigliere regionale del Partito democratico Francesco Gazzetti e il presidente del gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi. «I gessi rossi – dice il movimento Sos Piana – sono lo stesso sottoprodotto che da oltre trent’anni viene stoccato a piè di fabbrica nel Padule di Scarlino e nella ex cava di quarzite nel Comune di Follonica. In tutti questi anni migliaia e migliaia di tonnellate sono state accumulate nei siti di stoccaggio autorizzati, senza che un solo sindaco abbia mai fatto analizzare ad un laboratorio terzo tale sottoprodotto». Per il movimento i sindaci dovrebbero fidarsi dei risultati delle analisi ufficializzate dal Noe e quindi «Prendere al più presto le dovute precauzioni». Anche Gente di Follonica, con il capogruppo Ettore Chirici, ha affrontato l’argomento chiedendo la convocazione in tempi brevi della IIIa commissione consiliare: «Visto che i gessi rossi sono utilizzati per il ripristino ambientale – ha detto Chirici – si chiede se sia stato chiesto all’Arpat motivo dei differenti esiti delle analisi dei materiali, se non si ritenga opportuno sospendere il conferimento dei gessi nel Parco di Montioni e se non sia il caso di verificare con attenzione il contenuto tecnico del progetto di ripristino per verificarne l’adeguatezza». Il Pd durante una seduta della commissione Ambiente in Regione ha invece chiesto di capire le ragioni dell’incompatibilità di un sito, inserendo poi un emendamento alla mozione presentata da Fratelli d’Italia sui gessi: «Ci preme – ha detto il consigliere Francesco Gazzetti – che venga inserita la richiesta alla Venator di effettuare, in via preventiva, uno studio di fattibilità per ogni sito potenzialmente interessato per il recupero di aree estrattive con i gessi rossi. L’obiettivo è quello di far emergere eventuali criticità ambientali. In sostanza ci interessa che emergano dati certi e che non si stralcino a priori opzioni ed ipotesi». La proposta di emendamento sostitutivo di una parte della mozione non è però stata accolta e il Pd ha votato contro la mozione di Fratelli d’Italia. «Nemmeno le pesantissime deduzioni della Commissione parlamentare e del Noe sembrano bastare a indurre la maggioranza ad una seria riflessione sul problema e sulle possibili conseguenze ambientali e di salute per i cittadini. La mia mozione è stata bocciata (solo dal Pd) ma almeno si è fatta chiarezza: per il Pd la Cava Bartolina è un sito possibile, per noi è invece da escludere e da destinare ad invaso idrico» ha dichiarato il presidente del gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi.

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di Redazione web