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«Malatesta ha patteggiato per evitare un lungo stress»
GROSSETO. Quella di Antonio Malatesta è stata anche una «scelta di vita» dell’indagato, che ha preferito patteggiare. E il patteggiamento «non rappresenta un accertamento giudiziale della commissione...
GROSSETO. Quella di Antonio Malatesta è stata anche una «scelta di vita» dell’indagato, che ha preferito patteggiare. E il patteggiamento «non rappresenta un accertamento giudiziale della commissione del reato».
Lo ricordano gli avvocati Carlo Valle e Alessandro D’Amato, difensori del fisioterapista che ha chiuso la sua vicenda giudiziaria legata alle contestazioni di palpeggiamenti di pazienti. «Segnaliamo - scrivono i due legali - che l’indagato ha sempre contestato decisamente ogni responsabilità, con lui concordando questi difensori, e che ha prescelto la linea della chiusura del procedimento nella fase delle indagini preliminari, mediante il patteggiamento che, va ricordato, non rappresenta un accertamento giudiziale della commissione del reato, ma una scelta anche di “vita” dell’indagato. Infatti il Malatesta ha fatto questa scelta al solo fine di evitare lo stress insopportabile di un lungo dibattimento ricordando che l’esordio del procedimento ha avuto origine da specifici scoop mediatici, essendo quindi assai ragionevole ritenere che inevitabilmente sarebbe stato accompagnato, nella sua fase giudiziale evolutiva, da altrettanti contrappunti mediatici».
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