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Il saldatore che crea opere d’arte

Il saldatore che crea opere d’arte

Giuliano Masini sabato inaugura la personale in via Fratti

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FOLLONICA. Una passione nata nella Follonica di una volta, dove non mancavano le fucine dei fabbri impegnati a costruire la città che conosciamo oggi. All’interno di quelle botteghe Giuliano Masini ha imparato l’arte del lavorare il ferro e oggi, dopo una vita passata in acciaieria, venti pezzi scelti saranno esposti a Prata, suo paese di origine. La mostra “carezze sull’acciaio”, che aprirà al pubblico sabato mattina, sarà ospitata nella piazzetta di via Fratti in occasione della festa triennale della Madonna del Canale. «Ho imparato da ragazzo nelle officine di paese – racconta Masini – Follonica negli anni ’60 era piena di fabbri dato che si stavano costruendo tutti i palazzi che oggi la caratterizzano. Le officine davano lavoro a tantissime persone e non di rado si imparava anche a fare le fusioni artistiche, era anche una sorta di svago. Ho imparato così a lavorare il ferro e poi sono stato assunto alla Lucchini come saldatore industriale, un mestiere duro che ho fatto fino al 2001».

Nonostante il lavoro Masini ha però sempre maneggiato il ferro anche per lavori personali: «Mi è sempre piaciuto saldare e piegare la lamiera anche a casa – dice – Lavori diversi che nel tempo, da semplici, sono diventati sempre più articolati; ho cominciato con delle cose piccole e via via la passione è cresciuta. Ho lavorato molti anni a Piombini e all’inizio questo mestiere fa paura. Poi ci si prende la mano e diventa anche semplice ma serve tanta esperienza». Lamiere piegato a mano, effetti resi tramite la saldatura e strumenti da officina che, umanizzati, si trasformano in piccoli e grandi personaggi: i lavori che Masini espone a Prata ripercorrono tutta la sua carriera. Tra i tanti anche la testa del cavallo di Troia – «Ha le ruote tutte diverse perché nel mio immaginario è stato costruito in tutta fretta dai greci» spiega l’autore – e un fenicottero dal corpo in pietra: «Avevo tra le mani un sasso rosa di Boccheggiano e così ho pensato di incastonarlo all’interno del ferro realizzando la silhouette di un uccello» dice Masini che sabato inaugurerà la mostra. (g.s.)

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