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«Arcille 2001 non ha mai denunciato redditi»

«Arcille 2001 non ha mai denunciato redditi»

Falso ideologico per un bando, imputato anche l’ex sindaco Pesucci: al processo parla l’accusa

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ARCILLE. Parla l’accusa al processo per il presunto falso ideologico commesso dai responsabili dell’associazione Pro loco Arcille 2001, imputati per aver presentato nel 2014 al Comune di Campagnatico la domanda per il bando di gestione di un immobile in località Sticcianese, dichiarando di avere un’anzianità associativa di 14 anni e di aver realizzato 36 iniziative nel quadriennio precedente.

Parla l’accusa, che ritiene che la società sia rimasta inoperosa e che non abbia svolto attività in proprio e che ha citato in giudizio Donatella Gabbrielli presidente, l’ex sindaco Elismo Pesucci (presente in aula come suo costume in ogni procedimento - a lui viene contestato di aver «determinato» la firma della domanda), e i componenti Enrico Comandi, Adriano Anselmi ed Elena Gabbrielli. Parla il luogotenente dei carabinieri Antonio Gioiosi, che seguì anche le perquisizioni e i sequestri: «La Pro loco Arcille 2001 non era iscritta all’albo delle Pro loco e non risultava nemmeno in Provincia. L’assemblea dei soci si è riunita una sola volta. Nel bilancio ci sono zero entrate e zero uscite. Dal 2004 non c’è alcuna denuncia dei redditi». Il sottufficiale ha spiegato anche di aver esaminato i documenti reperiti o consegnati e di aver notato frasi che sembravano aggiunte nei verbali. «In Comune fra le associazioni organizzatrici di eventi Arcille 2001 non viene mai citata: solo l’Associazione festeggiamenti Arcille».

In effetti c’era quasi un’identità tra le due associazioni, composte in sostanza dai medesimi elementi. Lo hanno specificato un collaboratore, che si era prestato a vestirsi da Babbo Natale o da Befana («mi chiamavano o l’una o l’altra, forse non sono distinguibili le associazioni») e un professionista che, dopo aver seguito le pratiche per le sagre paesane, aveva partecipato agli eventi («i rapporti tra le due associazioni? Credo buoni, sono persone dello stesso giro»). Questi ultimi due testi erano stati chiamati, insieme a una ragazza che aveva frequentato corride e tombolate, dal difensore dei cinque imputati, l’avvocato Patrizia Fabiani. La difesa punta a dimostrare che l’iscrizione all’albo non era necessaria, che si trattava di una onlus, che il punteggio ottenuto sarebbe stato comunque tale da determinare l’assegnazione del locale ad Arcille 2001. Il bando era poi stato sospeso. Prossimi testimoni, della difesa, a ottobre.

Pierluigi Sposato

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