Il presidio
«Analisi fatte soltanto in alcuni punti»
Edoardo Bertocci risponde alla Venator: gli scarti della produzione studiati dal perito del Tribunale
GAVORRANO. Dopo la pubblicazione del report prodotto dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ieri è arrivata la risposta dell’amministratore delegato di Venator Francesco Pacini che ha respinto tutte le accuse ribadendo che sia i gessi rossi che l’Agriges non sarebbero veleni.
Oggi arriva una riposta da parte di Edoardo Bertocci, legale rappresentante del movimento ambientalista sos Piana del Casone, che, questa volta a titolo personale, dice: «Nonostante quanto accertato dalla Procura di Grosseto tramite il Noe, che ha fatto prelievi in maniera completamente autonoma, sia nei gessi rossi stoccati, sia nel prodotto Agrigess, e cioè che in base ai contenuti di metalli pesanti, cromo esavalente ed altro gli stessi non possono essere usati come prodotto per recuperi ambientali, ma devono essere conferiti in discarica. Sia come Agrigest, un prodotto ritenuto non idoneo come ammendante, sia per carenze di microelementi essenziali sia per presenza eccessiva di metalli pesanti, Pacini tenta di rassicurare la popolazione e si nasconde dietro leggine e regolamenti fatti ad hoc per l’industria in contrasto alle leggi ambientali al fine di ingarbugliare ancora di più la vicenda». E chiarisce: «L’unica legge in materia di salvaguardia ambientale è la 152. Come si legge nel testo della Commissione d’inchiesta i gessi rossi non hanno le caratteristiche idonee per poter essere usati come prodotto per i ripristini ambientali. Per quanto riguarda il sottoprodotto Agrigest, è bene chiarire che il perito del Tribunale incaricato fu costretto a recarsi allo stabilimento solo ad un’ora e data precisa voluta dall’azienda e gli fu concesso di prelevare materiale solo in un preciso punto, materiale tra l’altro appena prodotto la mattina stessa, impedendo di attingere campioni dallo stoccaggio di Agrigest. Il perito incaricato dal Tribunale di Grosseto ha stabilito che il cromo esavalente c’è e che molti valori di Agrigest sono in contrasto con la tabella prevista della legge 152. Oggi la situazione è ben diversa perché la Procura ha potuto prelevare campioni dove ha voluto e ovviamente i risultati delle analisi sono di gran lunga diversi da quelli fatti in autocertificazione e sono quelle che sono state presentate alla Commissione Parlamentare. Pertanto è bene chiarire che i gessi rossi sono, e lo sono sempre stati, un prodotto pericoloso per la salute dei cittadini e per l’ambiente».
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