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Virciglio sul Carroccio La Lega vola a 7 consiglieri
Nel gruppo misto resta così solo Tornusciolo estromesso dalla maggioranza Il segretario Ulmi: «Il nostro obiettivo? Controllare di più le partecipate»
GROSSETO. La Lega vuol far sentire sempre di più la propria “trazione” nella giunta comunale e nelle partecipate. Il messaggio lanciato dal segretario provinciale Andrea Ulmi è stato chiaro, quando ha presentato il nuovo ingresso nel gruppo consiliare del Comune di Grosseto che da ieri è passato da sei a sette componenti. Il nuovo entrato è il consigliere comunale sovranista Pasquale Virciglio che lascia il gruppo misto e cambia casacca. Un’altra dimostrazione dell’apertura e della capacità attrattiva della Lega, secondo il senatore leghista Mario Lolini, in questo caso anche collega di gruppo di Virciglio in consiglio comunale.
Il nuovo entrato era stato eletto nella lista di Forza Italia, ma la rottura con il gruppo consiliare si era consumata dopo pochi mesi, quasi in contemporanea con quella di Gino Tornusciolo, consigliere di CasaPound, nei confronti del gruppo di Fratelli d’Italia. Fino a oggi Virciglio e Tornusciolo hanno condiviso il gruppo misto, ma già da tempo Virciglio aveva aderito al Movimento per la sovranità nazionale e aveva spinto, a livello nazionale, perché i sovranisti trovassero un accordo per correre insieme alle ultime politiche. «Naturale – come ha spiegato Gianni Alemanno, segretario nazionale dei sovranisti, a Grosseto proprio per sancire il passaggio di Virciglio nel gruppo della Lega – che i sovranisti presenti in tutti gli organismi elettivi trovino nei gruppi della Lega la loro casa». E così è avvenuto anche a Grosseto.
Virciglio ha rotto, di fatto, l’isolamento in cui si era relegato e ha scelto la strada più affine alle sue idee per continuare a fare il suo lavoro di consigliere comunale.
Nel gruppo misto resta solo Tornusciolo, messo fuori dalla maggioranza dallo stesso sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna all’indomani delle elezioni, che sottolinea di «avere apprezzato la presa di distanza della Lega da Silvio Berlusconi in questa fase di costruzione di un governo con il Movimento 5 Stelle e di riconoscere nella Lega di quei principi sovranisti ai quali anche lui si ispira».
Insomma, la Lega raccoglie consensi e fa capire che vorrà contare per quanto effettivamente “pesa”. Non sembra che nelle mire ci sia quello di portare un qualche stravolgimento in giunta; Ulmi parla però «di un maggiore controllo sulle politiche dell’amministrazione, un controllo che passa anche dalle società partecipate, dove la Lega non si sente rappresentata come si deve». Tra le richieste, per esempio, c’è quella di togliere potere al direttore e al presidente di Sistema affiancando loro un consiglio di amministrazione sulla cui nomina, evidentemente, la Lega vorrà dire la propria.
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