Il Tirreno

Grosseto

ANIMALI E AMBIENTE 

Sos capovaccaio Summit internazionale a Rocchette di Fazio

di Gabriele Baldanzi

ROCCHETTE DI FAZIO. Da oggi fino al 17 maggio si svolgerà nell’Alta Valle dell’Albegna un seminario sul capovaccaio organizzato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale...

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ROCCHETTE DI FAZIO. Da oggi fino al 17 maggio si svolgerà nell’Alta Valle dell’Albegna un seminario sul capovaccaio organizzato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in collaborazione con il Cerm, il Centro rapaci minacciati di Rocchette di Fazio. Tutto questo nell’ambito del progetto Life Egyptian Vulture, nome inglese del capovaccaio.

Si tratta di un incontro tecnico tra numerosi esperti che si occupano, a diversi livelli, dello studio e della protezione di questo piccolo avvoltoio, che in Italia è una delle specie animali maggiormente minacciate di estinzione.

Argomento principale del workshop sarà la riproduzione in cattività del capovaccaio, un’attività estremamente complessa e delicata alla quale si dedicano poche strutture al mondo e che svolge due ruoli fondamentali: permette di ottenere giovani individui da liberare in natura per rafforzare le popolazioni numericamente più scarse e, al tempo, stesso, garantire la conservazione di uno stock genetico della specie.

Non è un caso che l’evento si svolga nell’Alta Valle dell’Albegna. Nei pressi di Rocchette di Fazio, infatti, ha sede il Cerm, gestito dall’omonima associazione, una struttura che ospita lo stock più numeroso al mondo di capovaccai in cattività e che vanta un’esperienza pluriennale nella riproduzione della specie, così come nel rilascio in natura di individui nati in cattività. L’incontro vuole favorire un approfondito/confronto sull’argomento e una collaborazione permanente tra vari soggetti per individuare e adottare le tecniche gestionali più efficaci a garantire un congruo numero di giovani capovaccai da liberare in Italia e, eventualmente, anche in altri paesi europei.

La riproduzione in cattività di questa specie, infatti, è estremamente difficoltosa e dagli oltre 120 individui che sono ospitati in strutture europee nascono ogni anno solo una quindicina di pulcini.

Sono attesi esperti israeliani, bulgari, svizzeri, delle isole Canarie, dell’Eep (il Programma europeo per le specie minacciate), dell’Eaza (l’associazione europea zoo e acquari), di Federparchi e del Cites dei carabinieri forestali. Presente anche una rappresentanza della Riserva naturale Lago di Vico e della società E-Distribuzione.

La collaborazione tra questi soggetti proseguirà poi nell’ambito del progetto Life Egyptian vulture che, grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea, nei prossimi cinque anni permetterà di attuare numerose azioni concrete in favore del capovaccaio sia in Italia che nelle Isole Canarie. La condivisione delle conoscenze e la creazione di un network tra le varie strutture è basilare per incrementare il successo riproduttivo.

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