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Predatori scomparsi Ma a Porto Ercole si riattivano le gabbie
Da settimane niente avvistamenti, ma dopo la chiusura per intoppi burocratici la Regione ridà via libera alle catture
MONTE ARGENTARIO. Installate per rispondere alle preoccupazioni della comunità e chiuse dopo pochi giorni a causa di un pasticcio burocratico relativo alle autorizzazioni, sono state riattivate le gabbie per la cattura dei predatori a Monte Argentario. Mentre sul promontorio sono sempre meno le segnalazioni di avvistamento dei canidi la Regione, di concerto con la Provincia e il Comune, ha dato nuovamente il via all’attivazione, con le esche di carne, delle gabbie posizionate nei pressi del centro abitato di Porto Ercole.
Sono arrivati in questi giorni i nuovi permessi e, durante il weekend, l’associazione La Racchetta, con i suoi volontari, ha provveduto a rimettere in funzione le trappole. Queste resteranno attive per ulteriori trenta giorni, nonostante che nei primi dieci giorni in cui sono state attive – subito dopo il periodo di Pasqua e prima che venissero sigillate intorno a metà aprile – fossero comunque rimaste vuote.
Nei giorni scorsi l’assessore regionale Marco Remaschi si era assunto la responsabilità del fermo, dicendo che «probabilmente in Regione non eravamo totalmente in regola con alcune tipologie di autorizzazione, richiedendo immediatamente le autorizzazioni a Ministero e Ispra». Autorizzazioni che in questi giorni sono evidentemente arrivate, permettendo agli enti in questione di ridare il via all’operazione.
Il tutto era partito con le segnalazioni e i video messi sui social network da alcuni cittadini, con uno di questi che ritraeva un predatore con quello che sembrava essere un gatto tra le fauci.
Da lì era partita tutta la querelle: le richieste di intervento da parte dei cittadini prima e del Comune poi, Comune che a sua volta aveva fatto partire l’iter dopo aver emesso l’ordinanza di divieto di dar da mangiare ai gatti delle colonie feline che vivono nei paesi argentarini.
«Se dovesse verificarsi la cattura di un ibrido – aveva aggiunto Remaschi – si può pensare di proseguire anche dopo la scadenza, altrimenti saranno fatte delle valutazioni anche con i carabineri forestali e la prefettura. Gli ibridi, qualora catturati, sarebbero sterilizzati e messi in cattività, mentre i lupi sarebbero liberati nelle zone più consone e non in Feniglia».
Secondo Umberto Amato, assessore argentarino e consigliere provinciale alla caccia, la presenza dei predatori sembrerebbe comunque essere drasticamente ridotta. «L’attivazione delle gabbie è in ogni caso ripresa come in precedenza – sottolinea Amato – ovvero con la collaborazione con Regione, Provincia e Comune. I vigili urbani sono pochi e occupati nelle loro mansioni, quindi abbiamo delegato il controllo alla Racchetta. La Provincia si coordina con questi soggetti per il controllo, poi se dovesse verificarsi qualche cattura saranno loro, assieme alla Regione, a intervenire a seconda dell’animale in questione. Comunque in questo periodo non si stanno verificando segnalazioni né avvistamenti con le fototrappole della Provincia».
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